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L'ingresso della moschea An'Nur

KEYSTONE/WALTER BIERI

(sda-ats)

Manifesti che invitavano a donare soldi per salvare la moschea An'Nur sono stati esposti ieri a Winterthur (ZH). L'esecutivo cittadino li ha fatti togliere, visto che l'affissione non era autorizzata.

La polizia municipale di Winterthur ha confermato ieri sera all'ats una notizia pubblicata sul sito della Neue Zürcher Zeitung. I manifesti con il titolo "Moscheerettung" (salvataggio della moschea) erano incollati sulle colonne per le affissioni riservate alle manifestazioni culturali.

La città dispone di 20 di queste colonne, che possono essere utilizzate gratuitamente a condizione di annunciarsi presso le autorità. Prima di togliere i manifesti, la polizia ha contattato i responsabili dell'associazione culturale An'Nur.

Secondo la NZZ, sui manifesti era riportato il conto bancario di An'Nur e vi si poteva leggere che le donazioni serviranno a salvare una moschea destinata ai credenti della regione che praticano l'islam in modo pacifico.

La moschea di Winterthur è ripetutamente finita sotto i riflettori della cronaca, perché considerata un luogo di radicalizzazione islamica. Secondo varie fonti, sarebbero almeno cinque i ragazzi partiti dalla città zurighese verso la Siria per la jihad, la guerra santa islamica.

All'inizio di novembre la polizia ha effettuato un blitz nella Moschea An'Nur (in arabo "la luce") e arrestato un imam etiope che in un sermone avrebbe incitato a uccidere e a denunciare i musulmani non praticanti.

Riaperta dopo una settimana con dei nuovi responsabili, la struttura è destinata a chiudere i battenti alla fine dell'anno. La società immobiliare proprietaria dell'immobile ha infatti deciso di non rinnovare il contratto d'affitto.

sda-ats

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