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Nuove regole


Misure più severe per combattere la corruzione nello sport




Sede di 65 federazioni sportive internazionali, tra cu la FIFA, la Svizzera è chiamata a far sì che queste rispondano delle proprie azioni. Se il parlamento accetterà le nuove severe misure proposte dal governo, la Svizzera potrebbe assumere un ruolo guida nella lotta alla corruzione sportiva, ritengono gli osservatori.

La Svizzera potrebbe iniziare a estrarre il cartellino rosso per punire le organizzazioni sportive disoneste. (Keystone)

La Svizzera potrebbe iniziare a estrarre il cartellino rosso per punire le organizzazioni sportive disoneste.

(Keystone)

I ministri dello sport dei paesi del Consiglio d’Europa si sono riuniti a metà settembre nella pittoresca località di Macolin, sopra al lago di Bienne nel canton Berna, per discutere di una spinosa questione: la manipolazione dei risultati e i sistemi di “good governance” nello sport internazionale.

Al termine della conferenza di due giorni, i rappresentanti di 15 paesi hanno firmato una convenzione per meglio prevenire e perseguire legalmente la corruzione e la manipolazione delle competizioni sportive.

Azione più decisa contro la corruzione

Sebbene l’attenzione fosse focalizzata sulla convenzione, i delegati non hanno dimenticato l’importanza del ruolo della Svizzera nella lotta alla corruzione nello sport.

«In quanto sede di oltre la metà delle federazioni sportive olimpiche, del Comitato olimpico internazionale (CIO), della FIFA e dell’UEFA, che svolgono un ruolo fondamentale nella “governance” dello sport europeo e mondiale, la Svizzera è direttamente colpita dai casi di corruzione nello sport», ha detto di fronte ai partecipanti Michael Connarty, vicepresidente della Sottocommissione dell’educazione, della gioventù e dello sport dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

Osservata speciale, la Svizzera si dice pronta ad agire. «La Svizzera è felice di confermare il suo ruolo nella lotta agli abusi nello sport, che minacciano i suoi valori e la sua credibilità», ha detto a Macolin il ministro dello sport Ueli Maurer.

In un rapporto sulla corruzione nello sport pubblicato nel 2012 dall’Ufficio federale dello sport (UFSPO), la Svizzera auspica «un’azione più decisa». Le nuove misure suggerite dal documento, che includono una revisione della Legge federale contro la concorrenza sleale e del Codice penale svizzero, sono state trasmesse quest’estate al parlamento.

In base al nuovo regime, la corruzione di privati diventa un reato perseguibile d’ufficio, anche nei casi in cui non ne consegue una distorsione della concorrenza, come invece succede oggi. Al momento, i tribunali svizzeri si chinano su casi di corruzione di privati solo dopo la denuncia da parte di una società, un gruppo o un individuo.

Vi sono poi altre modifiche legali in corso. Durante la sessione autunnale delle camere, i deputati hanno approvato la revisione di una legge sul riciclaggio di denaro che pone i responsabili sportivi di alto rango tra le “persone politicamente esposte” (PPE). Saranno quindi oggetto di un controllo finanziario accurato. Anche le legislazione della lotteria nazionale è stata rivista per prevenire le scommesse illegali e la manipolazione dei risultati.

Nel suo discorso a Macolin, Matthias Remund, direttore dell’UFSPO, ha citato un ulteriore esempio della risoluzione elvetica. «In alcuni casi, le organizzazioni potrebbero venir punite nel caso non dovessero adottare misure necessarie e ragionevoli per prevenire la corruzione al loro interno».

Ruolo guida

Federazioni sportive internazionali

La Svizzera è sede di circa 65 federazioni e organizzazioni sportive internazionali. Il primo a installarsi nella Confederazione è stato il Comitato internazionale olimpico (CIO), a Losanna dal 1915.

Il canton Vaud ne ospita una ventina. Oltre al CIO si possono citare il Tribunale arbitrale per lo sport, l’UEFA e l’Unione ciclistica internazionale.

Tra le istituzioni sportive con sede in altri cantoni della Svizzera ci sono quelle per il calcio (FIFA) a Zurigo, il basket a Ginevra, la palla mano a Basilea, lo sci a Oberhofen (Berna) e l’hockey su ghiaccio a Zurigo.

La Svizzera è attrattiva per diverse ragioni: posizione geografica, presenza di lavoratori altamente qualificati, stabilità politica, neutralità, sicurezza, qualità di vita, un regime fiscale e una legislazione favorevole.

Gli organi sportivi con sede in Svizzera beneficiano dello statuto di associazione. Le associazioni non sono obbligate a registrarsi presso le autorità e nemmeno a pubblicare le proprie cifre. Beneficiano di deduzioni fiscali, possono gestire le proprie attività e sono escluse dalle leggi contro la corruzione.

Uno studio pubblicato a fine 2007 ha rilevato che le istituzioni sportive contribuiscono con 1'400 impieghi e 200 milioni di franchi all’anno all’economia del canton Vaud.

Dopo aver dato l’impressione di essere restii, gli svizzeri, preoccupati per la loro immagine, stanno ora assumendo un ruolo guida, affermano gli osservatori. Jens Sejer Andersen, direttore dell’osservatorio sportivo indipendente “Play the Game”, concorda che, almeno sulla carta, le nuove misure lanciano un segnale importante.

«Gli svizzeri sono stati pazienti. La legislazione avanza lentamente, ma se verrà adottata rappresenterà una grossa ispirazione non solo per le federazioni sportive, che dovranno adattarsi a regole più severe, ma anche per gli altri paesi che devono valutare come agire nei confronti delle loro federazioni», osserva Jens Sejer Andersen.

Jean-Loup Chappelet, esperto di istanze sportive all’Alta scuola di amministrazione pubblica di Losanna, sottolinea che si tratterebbe di «grandi cambiamenti che cambieranno il paesaggio». «Il governo svizzero - aggiunge - ha reagito in seguito al rapporto del 2012. La palla è ora nel campo del parlamento».

Opinioni divergenti

I parlamentari che hanno seguito la questione da vicino hanno tuttavia opinioni divergenti su quello che potrà succedere in futuro.

Il deputato socialista Carlo Sommaruga, che nel dicembre 2010 aveva lanciato un’iniziativa parlamentare per punire maggiormente la corruzione nello sport, si dice «molto preoccupato». Secondo lui, le modifiche legislative rischiano di essere ammorbidite dal parlamento e dal settore privato.

«Negli ultimi tre anni, la FIFA ha passato il suo tempo a fare lobby e a incontrare partiti e parlamentari per far loro credere di aver già adottato delle misure e che queste modifiche legislative non sono giustificate», commenta.

Roland Büchel, deputato dell’Unione democratica di centro che ha presentato una mozione sullo stesso tema nel 2010, sostiene invece che i recenti comportamenti dei funzionari della FIFA potrebbero portare a leggi nazionali molto severe.

«Le modifiche dei PPE sono esagerate, ma loro [FIFA e altre organizzazioni sportive] ne sono all’origine. La maggioranza in parlamento crede che questa sia l’unica soluzione», afferma il politico.

Roland Büchel rammenta la recente controversia attorno alla trasparenza di un’inchiesta etica avviata per far luce sul processo di attribuzione della Coppa del mondo di calcio 2018 e 2022, oltre che uno scandalo legato a degli orologi di lusso. Il 16 settembre, il Comitato di etica della FIFA ha chiesto ai dirigenti dell’organizzazione di restituire i 65 orologi - del valore di 25'000 franchi l’uno - offerti come regalo per la Coppa del mondo dalla Federcalcio brasiliana di calcio. Altrimenti, rischiano azioni disciplinari.

Terreno fertile per la corruzione

Gli osservatori sostengono che, oltre a un nuovo quadro legale, le organizzazioni con sede in Svizzera devono prepararsi a un’altra grande sfida: fare ordine in casa loro.

Un’indagine condotta nel 2012 da “Play the Game” e da sei università europee ha evidenziato che soltanto un terzo delle 35 federazioni olimpiche interrogate dispone di comitati etici, di verifica o di esame delle finanze. Inoltre, solo una manciata di esse adotta criteri trasparenti e obiettivi al momento della distribuzione di fondi per lo sviluppo. Altre ricerche hanno mostrato che meno della metà delle federazioni pubblicano i loro rapporti finanziari o li mettono a disposizione su richiesta.

«Quest’assenza di buon governo fornisce un terreno fertile alla corruzione», avverte Arnout Geeraert, ricercatore di “Play the Game”. «Quelli che governano non sono tenuti a rendere conto a nessuno. Possono in pratica fare ciò che vogliono».

Il segretarie generale della Commissione di etica del CIO, Paquerette Girard-Zappelli, respinge seccamente le accuse, affermando che è scorretto pensare che tutte le organizzazioni sportive siano affette dalla corruzione.

«Non è la realtà. Con questo non intendo dire che la corruzione non esiste, ma esiste come in altre parti della società», ha detto alla conferenza di Macolin, declamando una lunga lista di iniziative per il buon governo applicate dal CIO e dalle federazioni.

Anche la FIFA difende fermamente i le sue recenti riforme interne e la nuova struttura. «Da quando abbiamo proceduto alle riforme, abbiamo un’organizzazione esemplare in materia di etica», ha detto il suo presidente, Sepp Blatter, al vertice mondiale sull’etica nello sport, tenutosi il 19 settembre a Zurigo. «Siamo l’unica organizzazione sportiva ad avere quest’organo indipendente per l’etica. Nessun altro ce l’ha, nemmeno il CIO».

La FIFA ha forse fatto qualche passo avanti, ma cosa dire delle altre federazioni? Con la Svizzera pronta ad assumere un ruolo di controllo più severo, in futuro sarà forse necessario aiutare le federazioni a rafforzare gli sforzi interni. O perlomeno è ciò che pensano alcuni partecipanti alla conferenza di Macolin.

«Suggerirei di promuovere gli standard di conformità e di autoregolazione. E se necessario, di sostenerli con le modifiche nella legge svizzera», ritiene Michael Connarty.


Traduzione dall'inglese di Luigi Jorio, swissinfo.ch

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