Passare direttamente al contenuto
Your browser is out of date. It has known security flaws and may not display all features of this websites. Learn how to update your browser[Chiudi]

Nuovo centro culturale LAC a Lugano


La città delle banche vuole diventare un polo culturale


Di Gerhard Lob, Lugano


 Altre lingue: 3  Lingue: 3
L'ala trasversale del LAC, che ospita il museo, è rivestita di marmo verde. (Studio Pagi)

L'ala trasversale del LAC, che ospita il museo, è rivestita di marmo verde.

(Studio Pagi)

Dopo 15 anni di progettazione e di lavori, questo fine settimana viene inaugurato il nuovo centro culturale LAC di Lugano. Le aspettative sono grandi. Puntando sulla cultura, la terza piazza finanziaria della Svizzera intende rafforzare la propria attrattiva. E il settore turistico, in crisi, spera di sedurre nuovi visitatori.

È senza dubbio una pietra miliare per Lugano e per l’intera Svizzera italiana. Con l’inaugurazione del LAC (“Lugano Arte e Cultura”) nel fine settimana si preannuncia una nuova epoca. La scritta del nuovo centro culturale spicca sulla facciata in marmo verde dell’ala trasversale, che come la prua di una barca sporge in direzione del lago Ceresio.

LAC, una storia lunga e travagliata

1885: inaugurazione dell’Hotel du Parc, il primo grande albergo di Lugano. Nel 1903 viene ribattezzato Grand Hotel Palace.

1969: chiusura del Palace.

1994: dopo numerosi trapassi di proprietà e un incendio che ha risparmiato soltanto le due facciate principali, la città di Lugano acquista il terreno con le rovine dell’hotel.

1999: la città decide di usare il sito per un nuovo centro culturale.

2000: in votazione popolare, i cittadini di Lugano si esprimono in favore del mantenimento delle facciate storiche dell’hotel. Parte dell’edificio viene rinnovata da privati e trasformata in una residenza con 30 appartamenti di lusso e boutique.

2000: viene lanciato il concorso per la costruzione del nuovo centro culturale. A vincerlo è il progetto dell’architetto di Mendrisio Ivano Gianola.

2010: posa della prima pietra.

2015: inaugurazione del LAC il 12 settembre.

L’idea del LAC è nata nel 1999 dall’allora sindaco di Lugano Giorgio Giudici (Partito liberale radicale, PLR). Ben prima della crisi finanziaria internazionale, Giudici ha voluto proiettare la principale città del Ticino in una nuova era e liberarla dalla sua immagine di centro bancario e finanziario.

Una visione che si è dimostrata saggia. La terza piazza finanziaria della Svizzera, che svolge buona parte dei suoi affari con la clientela italiana, ha perso parte del suo vigore. Il gettito fiscale generato dalle banche è diminuito e la situazione delle casse comunali è precaria. «Con la cultura abbiamo ora un ulteriore piede d’appoggio», ha detto il sindaco di Lugano Marco Borradori (Lega dei Ticinesi).

Tuttavia, per puntare sulla cultura, bisogna prima investire. Il contributo della città per il LAC è stato di ben 210 milioni di franchi e i costi di gestione ammontano a 6 milioni di franchi all’anno. Un onere a cui Lugano è convinta di poter far fronte.

Ponte tra nord e sud

La storia del LAC è lunga e complessa e il progetto ha sollevato numerose discussioni e polemiche. Una storia iniziata già nel 1994, quando la città di Lugano acquistò il terreno su cui sorgevano le rovine del Grand Hotel Palace (distrutto da un incendio nel 1969) per 30 milioni di franchi. Per decenni, l’hotel è stato oggetto di speculazioni immobiliari e inizialmente si voleva costruire un albergo con un casinò.

Alla fine è però spuntato un centro culturale, che vuole essere il simbolo architettonico e urbanistico di una nuova città. «Dopo l’università, è il simbolo urbanistico più importante di Lugano», afferma la vicesindaco Giovanna Masoni Brenni (PLR), responsabile della politica culturale della città. Lugano è cresciuta considerevolmente negli ultimi anni e anche grazie all'aggregazione comunale conta ora più di 60'000 abitanti.

La nuova casa della cultura è pensata innanzitutto per la popolazione locale. Intende però anche attirare turisti e visitatori dall’estero. Tra Milano e Zurigo/Lucerna, Lugano vuole farsi un nome in quanto città culturale. «Vogliamo inoltre essere un ponte culturale tra il nord e il sud», sottolinea Masoni.

Una moderna sala teatrale e concertistica

L’elemento centrale del LAC è una sala per teatri e concerti con 1'000 posti a sedere, rivestita con legno di pero. È stata concepita secondo i criteri più moderni in collaborazione con la Müller BBM, una ditta di Monaco di Baviera specializzata in ingegneria acustica.

La sala è dotata di una speciale conchiglia acustica modulare e rimovibile, che consente di ospitare rappresentazioni teatrali, concerti e spettacoli di opera. Per questi ultimi è stata prevista una fossa orchestrale che può accogliere fino a 70 musicisti.

La sala teatrale e concertistica del LAC dispone di 1'000 posti a sedere. (Studio Pagi)

La sala teatrale e concertistica del LAC dispone di 1'000 posti a sedere.

(Studio Pagi)

Grazie alle sue dimensioni e alla tecnologia innovativa, il LAC potrà accogliere spettacoli teatrali e concerti che in passato era impensabile organizzare a Lugano e nel resto del Ticino. Ad esempio “La Verità” della Compagnia Finzi Pasca, che verrà proposta durante la serata inaugurale e le settimane successive.

La sala teatrale e concertistica è collegata al museo tramite un’enorme hall di vetro. Per la prima volta, gli artisti disporranno di un proprio spazio a Lugano concepito appositamente per le esposizioni. Finora, erano delle ville storiche ad essere utilizzate come musei d’arte.

La mostra inaugurale s’intitola “Orizzonte Nord-Sud” e presenta opere degli anni 1840-1960 provenienti da entrambi i lati delle Alpi. Per l’esposizione permanente, l’entrata sarà gratuita. La città vuole che il LAC diventi uno spazio culturale vivente, aperto anche alle famiglie. Per le scuole e i giovani sono previste speciali attività didattiche.

Lugano vuole essere una città della cultura, non solo delle banche. (Studio Pagi)

Lugano vuole essere una città della cultura, non solo delle banche.

(Studio Pagi)

Faro culturale

Gli obiettivi sono ambiziosi: «Voglio fare del LAC qualcosa di unico, con un forte orientamento nazionale e internazionale», afferma il suo direttore Michel Gagnon. La città di Lugano ripone molte speranze nel 58enne canadese reclutato a Montreal, dove dirigeva il grande centro culturale Place des Arts.

La struttura intende anche essere un’offerta in più per i turisti. «Con l’apertura del nuovo centro culturale LAC, il Ticino attirerà anche turisti interessati alla cultura», commenta Elia Frapolli, direttore di Ticino Turismo.

Con una programmazione culturale di alto livello, il LAC può diventare un nuovo faro culturale della Svizzera, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche e dalla stagione. Un atout che Ticino Turismo utilizzerà per le sue campagne promozionali.

Una casa per Daniele Finzi Pasca

A differenza dei grandi teatri e degli spazi multifunzionali della Svizzera tedesca, il LAC non dispone di una propria troupe teatrale o di un’orchestra. La sua programmazione conta quindi su compagnie esterne.

Il gruppo teatrale Compagnia Finzi Pasca, assieme all’Orchestra della Svizzera italiana, rappresentano però un’eccezione. Daniele Finzi Pasca, di Lugano, si è fatto conoscere a livello internazionale per aver messo in scena lo spettacolo di chiusura delle Olimpiadi di Torino e di Sochi. Ora intende fare del LAC la sua sede: «Qui sono a casa mia», ha detto.

La città di Lugano sostiene la sua compagnia anche a livello finanziario. In contropartita, a partire dal 2016, Finzi Pasca presenterà due nuove produzioni all’anno al LAC. Per il periodo 2015-2017, la Compagnia riceve 250'000 franchi all’anno dal comune di Lugano, la stessa somma dal canton Ticino, così come 150'000 franchi da Pro Helvetia.

Traduzione dal tedesco di Luigi Jorio

Diritto d'autore

Tutti i diritti sono riservati. Il contenuto del sito web presso swissinfo.ch è protetto da diritto d’autore. Esso è destinato esclusivamente a uso privato. Qualunque utilizzo dei contenuti del sito web diverso da quello previsto in precedenza, in particolare la distribuzione, la modifica, la trasmissione, la conservazione e la copia richiede la previa autorizzazione scritta di swissinfo.ch. Per informazioni relative a tale utilizzo dei contenuti del sito web, si prega di contattarci all’indirizzo contact@swissinfo.ch.

Per quanto riguarda l'uso a fini privati, è consentito solo utilizzare un collegamento ipertestuale a un contenuto specifico e di aggiungerlo al proprio sito web o a un sito web di terzi. Il contenuto del sito web swissinfo.ch può essere incorporato solo in un ambiente privo di annunci pubblicitari e senza alcuna modifica. In particolare, è concessa una licenza di base non esclusiva e non trasferibile, limitata a un solo scaricamento e salvataggio dei dati scaricati su dispositivi privati e valida per tutto il software, le cartelle, i dati e il loro contenuto forniti per lo scaricamento dal sito swissinfo.ch. Tutti gli altri diritti restano di proprietà di swissinfo.ch. In particolare, è vietata la vendita o l'uso commerciale di questi dati.

×