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Nuovo look


La metamorfosi della Ginevra internazionale prende forma


Di Simon Bradley, Geneva


La Place des Nations, con la sua celebre sedia a tre gambe, è teatro di numerose manifestazioni di protesta ed è tra le attrazioni turistiche di Ginevra. (swiss-image.ch/Christof Schuerpf)

La Place des Nations, con la sua celebre sedia a tre gambe, è teatro di numerose manifestazioni di protesta ed è tra le attrazioni turistiche di Ginevra.

(swiss-image.ch/Christof Schuerpf)

A Ginevra si stanno investendo somme colossali per rinnovare e trasformare le sedi delle grandi organizzazioni internazionali. Una selezione di immagini illustra la metamorfosi del quartiere delle Nazioni Unite.

Il quartiere internazionale di Ginevra è in piena mutazione nel quadro del progetto di sviluppo cantonale “Jardin des Nations”. Complessivamente verranno investiti oltre due miliardi di franchi nella costruzione di nuovi edifici, nel rinnovamento di quelli esistenti e nel potenziamento della rete dei trasporti locali. Una parte considerevole dei finanziamenti è assicurata da prestiti federali e cantonali.

Qui una selezione di immagini dei nuovi edifici e della trasformazione del quartiere internazionale:

I nuovi edifici previsti nel complesso del Palazzo delle Nazioni Unite. (UNOG)

I nuovi edifici previsti nel complesso del Palazzo delle Nazioni Unite.

(UNOG)

Di recente, il canton Ginevra e le autorità federali hanno approvato grossi crediti per rinnovare e trasformare il Palazzo delle Nazioni Unite. La ristrutturazione della sede storica ma fatiscente della sede europea dell’ONU, costruita negli anni Trenta, dovrebbe costare 846,6 milioni di franchi, di cui la metà è finanziata da prestiti a interessi zero concessi dalla Confederazione (292 milioni di franchi) e dal canton Ginevra (108 milioni).

Nel paesaggio ondulato della zona a nord-est del complesso spunterà un nuovo edificio che potrà ospitare 700 persone, principalmente impiegati dell’Ufficio dell’Alto Commissariato dell’ONU per i diritti umani (nel Palazzo delle Nazioni Unite trovano attualmente posto 2'800 persone). I lavori dureranno dal 2017 al 2023.

La nuova ala della sede dell’Organizzazione mondiale della sanità. (WHO)

La nuova ala della sede dell’Organizzazione mondiale della sanità.

(WHO)

Più a nord, anche la sede dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) subirà una trasformazione. Un palazzo di nove piani adibito ad uffici sostituirà la vecchia ala prefabbricata, in uno stile che rispecchia il design originale degli anni Sessanta dell’architetto svizzero Jean Tschumi. Il costo dei lavori di ristrutturazione, che dovrebbero iniziare nel 2017 e durare 3 anni, sono stimati a 140 milioni di franchi. Gran parte dei costi sono coperti dalla Confederazione (76,4 milioni) e da Ginevra (29,6 milioni).

Il nuovo Campus Santé. (Credit Suisse/Implenia)

Il nuovo Campus Santé.

(Credit Suisse/Implenia)

Altre organizzazioni attive nel settore della sanità avranno anch’esse una nuova sistemazione. I lavori di costruzione sono già iniziati per il “Campus Santé”, un nuovo edificio che ospiterà 1'500 collaboratori del Fondo globale per la lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria e della GAVI, un’organizzazione per la promozione dei vaccini. La speranza è che si creino delle sinergie con l’OMS e il Programma delle Nazioni Unite per l’Aids/Hiv (UNAIDS), situati nelle vicinanze.

La sede dell’Organizzazione internazionale del lavoro. (Simon Bradley/swissinfo.ch)

La sede dell’Organizzazione internazionale del lavoro.

(Simon Bradley/swissinfo.ch)

Un altro edificio a dotarsi di un nuovo look (budget: 300 milioni di franchi) è l’imponente palazzo di undici piani della sede dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), che ospita 1'400 persone. Il monolito in cemento costruito tra il 1969 e il 1974 verrà rifatto esternamente, mentre all’interno si procederà all’ammodernamento e alla rimozione dell’amianto.

La Confederazione ha concesso un prestito di 70 milioni di franchi e il canton Ginevra ha donato il terreno. Per finanziare l’opera, l’OIL ha dovuto vendere i terreni che possedeva nei pressi dell’edificio. Un lotto di 7'000 m2 è stato ceduto all’Arabia Saudita, che intende realizzare appartamenti di lusso, e un altro all’Istituto di alti studi internazionali e dello sviluppo, che prevede la costruzione di alloggi per studenti.

I funzionari e i diplomatici internazionali che lavorano a Ginevra sono circa 29'500, di cui 9'500 sono attivi presso le Nazioni Unite. Recarsi al lavoro può quindi essere un problema e per questo motivo le autorità hanno l’intenzione di investire 500 milioni entro il 2025 in favore della mobilità locale.

In particolare, verrà costruito un nuovo tunnel sotterraneo che collegherà il quartiere internazionale alla zona dell’aeroporto (Grand-Saconnex). La linea di tram numero 15 sarà estesa a nord della Place des Nations e raggiungerà il Grand-Saconnex e, forse, la cittadina francese di Ferney, poco oltre il confine svizzero. Allo stesso tempo verrà creata una rete di vie pedonali e di piste ciclabili, mentre gli edifici storici e le ville di proprietà del cantone verranno restaurati.

12 milioni di franchi per l’UIT

La Confederazione ha annunciato mercoledì, per la terza volta nel 2016, un ulteriore credito in favore della Ginevra internazionale. Più precisamente, Berna ha approvato la concessione di un prestito a interessi zero di 12 milioni di franchi per finanziare i lavori preparatori in vista della demolizione e della ricostruzione di uno degli edifici dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT)

È nell’interesse della Svizzera - in qualità di Stato ospite che si impegna a mantenere in buono stato il parco immobiliare della Ginevra internazionale – sostenere il progetto dell’UIT per assicurarle condizioni quadro ottimali e permetterle di portare avanti le proprie attività in un edificio funzionale, sicuro e conforme alle norme in vigore, indica il governo. Questo sostegno, sottolinea, è anche indispensabile per rafforzare l’immagine della Ginevra internazionale in quanto principale centro di governance mondiale.


Traduzione dall'inglese di Luigi Jorio, swissinfo.ch

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