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Durante il suo primo viaggio di lavoro all'estero, il ministro della difesa elvetico Guy Parmelin ha incontrato oggi a Monaco di Baviera i suoi omologhi svedese, Peter Hultqvist, e francese, Jean-Yves Le Drian.

Entrambi hanno chiesto al consigliere federale a che punto fosse la riflessione di Berna in merito a nuovi aerei da combattimento, dopo che nel maggio del 2014 il popolo ha respinto l'acquisto dei Gripen.

"Li abbiamo informati della procedura che verrà avviata prossimamente", ha indicato all'ats Parmelin, a margine della Conferenza sulla sicurezza. La Svizzera deve anche decidere se desidera velivoli unicamente per la polizia aerea o anche per la politica di difesa contraerea, ha aggiunto.

Il consigliere federale ha avuto colloqui anche con i ministri della difesa di Germania, Ursula von der Leyen, Italia, Roberta Pinotti, Finlandia, Jussi Niinistö, Singapore, Ng Eng Hen e Austria, Hans Peter Doskozil.

"Ovunque il tema della sicurezza è molto importante e ovunque ci sono difficoltà di budget", ha constatato Parmelin, aggiungendo di volersi battere nei prossimi mesi per ottenere le risorse di cui ha bisogno l'esercito svizzero.

La principale minaccia a cui va incontro la Confederazione, secondo il consigliere federale, è il cyberterrorismo. Quanto al terrorismo, la Svizzera "non è attualmente obiettivo primario, ma dobbiamo essere pronti a qualsiasi evenienza".

Secondo Parmelin è necessario migliorare la cooperazione internazionale in materia di scambio di informazioni. In Svizzera il popolo dovrà esprimersi sulla Legge sul Servizio informazioni (LSI). Si tratta del "minimo sindacale" rispetto ad altri Paesi, secondo il ministro. "Se non avremo neanche questo saremo presto sordi e ciechi".

Sul fronte dei migranti, il consigliere federale ha ricordato che l'esercito potrà assistere le guardie di confine in caso di grande afflusso. Il governo sta inoltre esaminando vari scenari di coordinazione con i cantoni.

sda-ats

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