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Politica energetica svizzera


Le energie rinnovabili sulla buona strada per rimpiazzare l’atomo


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Più elettricità dall'estero per compensare la chiusura delle centrali nucleari?  (Keystone)

Più elettricità dall'estero per compensare la chiusura delle centrali nucleari? 

(Keystone)

Come compensare la chiusura delle centrali nucleari? È il grande interrogativo della politica energetica svizzera. Secondo uno studio dell’associazione Energie Zukunft Schweiz (EZS), la Svizzera è sulla buona strada: le energie rinnovabili compensano già la metà della produzione atomica.

In seguito alla catastrofe di Fukushima, nel 2011, il governo svizzero aveva annunciato di voler abbandonare progressivamente l’energia nucleare, spegnendo tutte le centrali entro il 2034. Ma come compensare la produzione derivante dall’atomo? Lo scorso anno, i cinque reattori nucleari in servizio in Svizzera hanno fornito 22 Terawattora (TWh) di elettricità, ossia un terzo del consumo nazionale.

 (swissinfo.ch)
(swissinfo.ch)

Energie Zukunft Schweiz (EZS), associazione che rappresenta i sostenitori delle energie rinnovabili, ritiene che la metà di questa produzione nucleare può essere rapidamente compensata. Negli ultimi cinque anni, i produttori svizzeri di elettricità hanno infatti investito 7 miliardi di franchi in installazioni – principalmente eoliche – situate nei paesi vicini. Risultato: una produzione di energia di 6,5 TWh l’anno.

A questo si aggiungono le installazioni già in funzione sul territorio svizzero, che producono ogni anno energia rinnovabile per circa 3,4 TWh. Inoltre, il finanziamento di nuove installazioni – che garantiranno energia supplementare per 3,8 TWh – è già assicurato. Con la messa in funzione di questi impianti, nel corso dei prossimi anni, la metà della produzione nucleare potrà dunque essere compensata.

E la parte delle energie rinnovabili è destinata a crescere ulteriormente, visto che dei progetti per un totale di 6,4 TWh sono attualmente in lista d’attesa.

swissinfo.ch

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