Your browser is out of date. It has known security flaws and may not display all features of this websites. Learn how to update your browser[Chiudi]

Diplomazia elvetica in lutto


Si è spento Luzius Wasescha, figura di spicco dell’OMC


Di Frédéric Burnand, Ginevra


 Altre lingue: 3  Lingue: 3
Dopo essersi ufficialmente ritirato dalla diplomazia elvetica nel 2012, Luzius Wasescha ha presieduto in particolare il Club diplomatico di Ginevra.  (Keystone)

Dopo essersi ufficialmente ritirato dalla diplomazia elvetica nel 2012, Luzius Wasescha ha presieduto in particolare il Club diplomatico di Ginevra. 

(Keystone)

Negoziatore esperto, Luzius Wasescha è stato uno dei principali artefici degli accordi commerciali internazionali conclusi dalla Svizzera negli ultimi 25 anni. Sostenitore di un libero scambio equilibrato, il socialista era convinto che l’Organizzazione mondiale del commercio sarebbe riuscita ad uscire dall’impasse nella quale si trova.

Con il decesso di Luzius Wasescha, 70 anni, la Svizzera perde un grande servitore dello Stato e un negoziatore esperto. Nato nel 1946, il grigionese si laurea in giurisprudenza a Losanna e nel 1980 viene assunto in seno alla Confederazione, incaricato delle relazioni bilaterali tra Berna e Bruxelles.

Membro del partito socialista, Luzius Wasescha inizia ad occuparsi di negoziati commerciali internazionali nel 1987, come vicecapo della divisione commercio mondiale/GATT, al dipartimento dell’economia.

È in questo contesto che partecipa ai negoziati dell’Uruguay Round, un accordo internazionale di libero scambio che nel 1995 porta alla creazione dell’OMC, con sede a Ginevra.

L’organizzazione solleva fin da subito un coro di critiche a livello internazionale. Nel 1999, durante la conferenza dell’OMC a Seattle, Luzius Wasescha assiste con l’allora ministro dell’economia Pascal Couchepin alle proteste organizzate dal movimento altermondialista – che riunisce 40mila persone – e al fallimento del cosiddetto nuovo ciclo millenario di scambi commerciali. L’OMC è percepito allora come il simbolo del male assoluto, il nemico da abbattere, in particolare da parte degli ambienti di sinistra.

In Svizzera, Luzius Wasescha deve affrontare la sfiducia, o perfino la collera, del mondo contadino, ostile a questi accordi di libero scambio. Il diplomatico è però sempre stato convinto della necessità di riformare l’agricoltura svizzera per assicurarne il futuro.

Imprescindibile OMC

In quanto delegato agli accordi commerciali, e poi capo della missione permanente della Svizzera a Ginevra, Luzius Wasescha conosce fin troppo bene le debolezze dell’OMC e la sua incapacità di avviare dei cicli di liberalizzazione del commercio. L’ambasciatore si impegna a fondo per permettere all’organizzazione di uscire dallo stallo.

Di fronte alla moltiplicazione degli accordi commerciali regionali e bilaterali, Luzius Wasescha si mostra relativamente fiducioso sul futuro dell’OMC. Presto o tardi, pensa, gli Stati cercheranno di armonizzare le regole del commercio mondiale e troveranno la strana preconizzata dall’OMC: un’apertura regolata del commercio internazionale che vada a vantaggio di tutti i paesi.

Le difficoltà che attraversano attualmente diversi trattati di libero scambio, come quello tra Stati Uniti ed Europa, potrebbero dar ragione a Luzius Wasescha e permettere all’OMC di conquistare un nuovo ruolo. D’altronde molti degli avversari di ieri dell’OMC, negli ultimi anni hanno iniziato a guardare con occhio più conciliante il gendarme del commercio mondiale, di fronte agli interessi più o meno sfrenati delle potenze economiche mondiali. 


(Traduzione dal francese, Stefania Summermatter)

×