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Svizzeri al voto


Suspense per espulsione criminali stranieri e raddoppio Gottardo




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La proposta di espellere automaticamente gli stranieri condannati per determinati reati – la cosiddetta "iniziativa per l’attuazione" – e il progetto di risanamento della galleria autostradale del San Gottardo, che prevede la costruzione di un secondo tunnel, sono i due temi trainanti nella votazione federale di domenica. In uno scrutinio preceduto da una campagna infuocata, gli svizzeri si pronunciano complessivamente su quattro oggetti. Per tre l’esito è incerto.

Gli stranieri - anche di seconda o di terza generazione - che sono stati condannati per determinati reati, in futuro saranno automaticamente espulsi dalla Svizzera? La risposta uscirà dalle urne domenica 28 febbraio. (Keystone)

Gli stranieri - anche di seconda o di terza generazione - che sono stati condannati per determinati reati, in futuro saranno automaticamente espulsi dalla Svizzera? La risposta uscirà dalle urne domenica 28 febbraio.

(Keystone)

"Ogni scheda conta", hanno martellato negli ultimi giorni tutte le parti, per cercare la vittoria, in un finale di campagna concitato, fatto di appelli e azioni svariate. Una corsa che si è scatenata, dopo il secondo sondaggio rappresentativo condotto dall’istituto di ricerca gfs.bern, per conto della Società svizzera di radiotelevisione (SRG SSR).

Pubblicati il 17 febbraio, i risultati hanno rivelato un’inversione di rotta per l’iniziativa dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) che chiede l’attuazione dell’espulsione degli stranieri condannati per una determinata serie di reati. Gli oppositori sono passati in vantaggio, salendo dal 42 al 49%, mentre i fautori sono scesi dal 51 al 46%, rispetto a un mese prima.

Ma con uno scarto di soli 3 punti percentuali tra i due campi, a fronte di un 5% ancora indeciso e con un margine di errore di +/- 2,7 punti percentuali, tutto è ancora possibile, ha avvertito il responsabile del gfs.bern, Claude Longchamp. In altre parole, il risultato si profila serrato e dipenderà dalla capacità di mobilitazione delle rispettive truppe.

Due fronti che vedono l’UDC isolata, tra un’imponente levata di scudi. Tra i partiti in parlamento, solo la Lega dei Ticinesi e il Movimento romando dei cittadini sono al suo fianco. Non solo: tutte le organizzazioni economiche, sindacali, per la tutela dei diritti umani e dello Stato di diritto le sono contro. In campo sono poi scese anche moltissime personalità di tutti gli ambiti per esortare l’elettorato a votare no.

Il testo sottoposto al voto esige l’applicazione alla lettera dell’iniziativa "Per l’espulsione di stranieri che commettono reati", approvata nel 2010, nonché l’iscrizione nella Costituzione federale dei reati che comportano l’allontanamento dalla Svizzera. L’UDC rimprovera al parlamento di aver raggirato la volontà popolare del 2010, iscrivendo nella legge d’applicazione una clausola per i casi di rigore, che permette ai giudici di rinunciare all’espulsione.

Secondo gli avversari dell’iniziativa, invece, questa clausola è indispensabile per garantire il principio di proporzionalità nella comminazione delle pene, che è uno dei pilastri del diritto. Gli oppositori rimproverano inoltre all’iniziativa dell’UDC di violare la separazione dei poteri, paralizzando di fatto parlamento e tribunali.

Dura lotta sul raddoppio del Gottardo

Le cifre del sondaggio sono più chiare per l’altro oggetto al centro di aspre controversie: il piano varato dal governo e dal parlamento per risanare la galleria autostradale del San Gottardo. I fautori risultano confortevolmente in vantaggio, con il 56%, contro il 39% degli oppositori e il 5% di indecisi.

Ma per i promotori del referendum contro la costruzione di una seconda galleria si è aperto uno spiraglio di speranza poiché, rispetto al sondaggio precedente, hanno guadagnato 10 punti percentuali, mentre i sostenitori del progetto ne hanno persi 8. I due fronti si sono quindi lanciati a capofitto in un duello finale. Sui pronostici, i ricercatori del gfs.bern sono prudenti: dalle urne dovrebbe piuttosto uscire un sì, ma…

Il progetto prevede la costruzione di un nuovo traforo per non interrompere il traffico nord-sud durante i lavori dell’indispensabile risanamento della galleria attuale. In seguito, in ognuna delle gallerie si circolerebbe su una sola corsia, in un solo senso di marcia.

Secondo i sostenitori, così si rafforzerebbe la sicurezza, senza aumentare le capacità della galleria. Ciò sarebbe dunque conforme all’articolo costituzionale sulla protezione delle Alpi, adottato in votazione popolare nel 1994, che impone alla Confederazione di limitare il carico inquinante del traffico di transito.

I promotori del referendum, invece, prevedono che quando ci saranno le due gallerie, si apriranno alla circolazione tutte le quattro corsie. In tal modo il traffico pesante non sarebbe trasferito dalla strada alla rotaia, in applicazione dell’articolo sulla protezione delle Alpi. Un obiettivo di trasferimento per il quale è stata costruita la trasversale ferroviaria alpina del San Gottardo che sarà inaugurata in dicembre.

Esito incerto per l’iniziativa su fisco e matrimonio

Con il 53% di sì, il 38% di no e il 9% di indecisi, i risultati del sondaggio a prima vista farebbero presumere che la partita sia vinta per l’iniziativa "Per il matrimonio e la famiglia", lanciata dal Partito popolare democratico (PPD). Ma secondo gli esperti del gfs.bern, sull’esito dell’iniziativa, che chiede che le coppie sposate non siano svantaggiate rispetto ai concubini sul piano fiscale e delle assicurazioni sociali, regna l’incertezza.

Rispetto alla precedente inchiesta demoscopica, infatti, i sostenitori hanno lasciato sul terreno 14 punti percentuali, mentre gli avversari ne hanno guadagnati 17. Tenuto conto che solitamente per le iniziative, man mano che si va verso il voto, i consensi calano e le opposizioni crescono, il destino di questa iniziativa dovrebbe giocarsi sul filo di lana.

Tra i grandi partiti, il PPD ha ottenuto il sostegno solo dell’UDC. Tutti gli altri partiti combattono l’iniziativa per due motivi: essa definirebbe il matrimonio nella Costituzione come la durevole convivenza di un uomo e una donna, impedendo così di aprire il matrimonio agli omosessuali, ed escluderebbe l’imposizione individuale.

Non si metterà fine alla speculazione sul cibo

Inesorabilmente avviata verso una bocciatura appare infine l’iniziativa "Contro la speculazione sulle derrate alimentari", lanciata dalla Gioventù Socialista. Il testo, che prevede di vietare in Svizzera operazioni finanziarie speculative riguardanti materie prime agricole o prodotti alimentari, nel sondaggio è risultato respinto dal 54% degli intervistati, approvato dal 31%, mentre il 15% si è detto ancora indeciso.

Sostenuta dai partiti di sinistra e dalle organizzazioni attive in ambito umanitario e dell’aiuto allo sviluppo, l’iniziativa è combattuta dai partiti di destra e di centro e dalle organizzazioni economiche.


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