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Ignazio Cassis ha sottolineato come, in dieci anni a Berna, non gli fosse mai capitato di percepire un clima così teso in Parlamento (foto d'archivio).

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

Sono contrastanti le reazioni del mondo politico, economico e sindacale dopo l'approvazione del progetto Previdenza per la vecchiaia 2020. Oggi il Parlamento ha accettato le proposte della Conferenza di conciliazione in merito a questa riforma.

Uno dei suoi architetti, il presidente della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati Konrad Graber (PPD/LU), ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto, manifestando cauto ottimismo nell'ottica della prevista votazione popolare del prossimo 24 settembre.

"Abbiamo ancora qualche mese di tempo per spiegare il progetto di legge", ha detto all'ats. Il supplemento di 70 franchi sulla rendita AVS è considerato un vantaggio: "ci sono buone probabilità che gli svizzeri stiano dalla nostra parte", ha aggiunto Graber.

Il capogruppo dell'UDC al Consiglio nazionale Adrian Amstutz (BE) si è invece definito rammaricato, in quanto, a suo avviso, la riforma "è irresponsabile". Questo perché non apporterebbe alcun miglioramento per oltre due milioni di pensionati, andando inoltre a creare una "montagna di debiti" che graverà sulle spalle delle generazioni future.

Davanti ai media, Amstutz ha affermato che avrebbe preferito una soluzione più graduale ai problemi, a piccoli passi e in diverse fasi.

Cassis: clima mai così teso

Ignazio Cassis, capogruppo del PLR al Consiglio nazionale, ha sottolineato come, in dieci anni a Berna, non gli fosse mai capitato di percepire un clima così teso in Parlamento. Pur ritenendo non sostenibile la riforma, il ticinese ha dichiarato che il risultato della votazione odierna non è una catastrofe.

Secondo Cassis, il tema è talmente complicato da non risultare del tutto chiaro nemmeno ai parlamentari: il compito del popolo, chiamato prossimamente ad esprimere il proprio giudizio, si preannuncia dunque particolarmente arduo.

Paul Rechsteiner (PS/SG), presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS) e consigliere agli Stati, ha definito il progetto Previdenza per la vecchiaia 2020 una delle più grandi vittorie della propria carriera politica.

Nonostante ritenga l'insieme del pacchetto un notevole passo avanti, Rechsteiner si aspetta comunque una certa resistenza all'interno dei sindacati a causa dell'innalzamento dell'età pensionabile delle donne a 65 anni e la riduzione (dal 6,8 al 6%) del tasso di conversione.

Associazioni economiche contrarie

Secondo l'Unione patronale svizzera ed economiesuisse, l'obbiettivo principale della riforma è stato "nettamente mancato", dato che essa non assicura il finanziamento nel tempo dell'AVS. Per l'Unione svizzera arti e mestieri saranno giovani, consumatori e piccole e medie imprese a pagarne il prezzo. L'associazione nutre molti dubbi sul fatto che il progetto possa ottenere l'approvazione popolare.

Dal canto loro, Unia e Sindacato dei servizi pubblici (SSP/VPOD) decideranno sabato durante le rispettive assemblee dei delegati se intendono o meno lanciare un referendum contro la decisione delle Camere.

Il segretario centrale del SSP/VPOD Agostino Soldini ha fatto notare all'ats che, sebbene i cittadini dovranno in ogni caso votare sull'argomento in questione fra qualche mese, un referendum apporterebbe maggiore chiarezza.

Travail.Suisse ha per contro espresso sollievo, comunicando che sosterrà la riforma, considerata capace di garantire il finanziamento dell'AVS almeno per i prossimi anni. Le concessioni fatte sono compensate per esempio dall'introduzione del supplemento di 70 franchi sulla rendita, scrive la federazione sindacale in una nota odierna.

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SDA-ATS