Your browser is out of date. It has known security flaws and may not display all features of this websites. Learn how to update your browser[Chiudi]

Prossimo passo


Obiettivi di sviluppo: combattere le cause della povertà




L'accesso all'acqua è ancora una sfida quotidiana in molte regioni del pianeta, come in questa bidonville di Nairobi, in Kenya.  (AFP)

L'accesso all'acqua è ancora una sfida quotidiana in molte regioni del pianeta, come in questa bidonville di Nairobi, in Kenya. 

(AFP)

Al centro degli Obiettivi di sviluppo del millennio ci sono la riduzione della povertà e il miglioramento degli standard di vita. Dal prossimo anno saranno sostituiti da una nuova serie di obiettivi. L'ambasciatore svizzero Michael Gerber spiega perché sia opportuno cambiare approccio.

Michael Gerber coordina la posizione della Svizzera sullo sviluppo dopo il 2015, quando i controversi Obiettivi del millennio saranno sostituiti da una serie di Obiettivi di sviluppo sostenibile.

swissinfo.ch: Mancano meno di 500 giorni allo scadere degli Obiettivi del millennio, che hanno suscitato molti dibattiti e critiche. Qual è il suo bilancio complessivo?

Michael Gerber: Si può capire che ci siano opinioni così discordanti sugli Obiettivi del millennio. Il loro maggiore successo è di natura politica. Siamo riusciti a mobilitare le persone in tutto il mondo per ridurre la povertà e per compiere passi sostanziali in aree come la salute e l'educazione. Nei paesi in via di sviluppo anche la popolazione locale ha sentito parlare degli Obiettivi del millennio. È un buon successo.

I paesi in via di sviluppo li hanno presi sul serio e hanno elaborato strategie di riduzione della povertà basandosi su questi obiettivi. I paesi donatori hanno fatto lo stesso per le strategie di cooperazione internazionale.

Questo ha permesso di fare dei passi avanti concreti. Non menzionerò la riduzione della metà della povertà come un successo degli Obiettivi dello sviluppo, perché per essere onesti bisogna ammettere che questo obiettivo è stato raggiunto tre anni prima del 2015 anche grazie allo sviluppo economico della Cina, dell'India e del Sudest asiatico.

Ma è anche vero che la povertà è stata ridotta quasi dappertutto, anche in Africa. L'Africa sub-sahariana rimane in fondo alla lista, ma questa regione partiva da una situazione diversa, quando sono stati definiti gli Obiettivi del millennio. Non è corretto paragonare con gli stessi parametri paesi che non sono partiti dallo stesso punto.

swissinfo.ch: Ma non ci sono solo buone notizie, no?

M.G.:  Ci sono obiettivi che sarà difficile raggiungere entro il 2015, come per esempio gli obiettivi 4, 5, e 6 relativi alla salute, nonostante  i notevoli successi in ambiti come la lotta alla malaria e all'Aids. Ci sono stati progressi importanti dovuti, io credo, alla mobilitazione in particolari ambiti, ma gli obiettivi per la salute definiti all'epoca erano molto ambiziosi. La riduzione della mortalità materna di tre quarti, per esempio, è un obiettivo ben difficile da raggiungere in 10 o 15 anni.

Con i nuovi obiettivi di sviluppo e una nuova struttura internazionale cerchiamo di bilanciare meglio le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, vale a dire lo sviluppo sociale – affrontato con un certo successo nel quadro degli Obiettivi del millennio – quello economico e quello ecologico. Questi ultimi due aspetti, poco considerati negli Obiettivi del millennio, devono essere integrati meglio. C'erano varie questioni ambientali riassunte in un obiettivo (obiettivo 7), ma questo approccio a compartimenti stagni non ha funzionato.

swissinfo.ch: Quali sono le altre differenze tra gli Obietivi del millennio e i nuovi obiettivi per lo sviluppo sostenibile?

M.G.: È necessario un cambio di paradigma nella definizione e nella realizzazione degli obiettivi. Questo va fatto con un approccio più olistico a livello politico internazionale, nazionale e locale.

Inoltre gli Obiettivi del millennio erano formulati in modo da combattere i sintomi piuttosto che le cause dei problemi evocati. Il fatto che un numero così alto di madri nel mondo muoia dopo il parto non è una causa, ma il risultato di uno sviluppo disuguale.

Questa volta dobbiamo fare meglio il nostro lavoro per combattere le radici della povertà e della disuguaglianza. Questo non può essere fatto con un approccio a compartimenti stagni. A volte è meglio mirare a una malattia specifica, per ottenere risultati migliori, ma se non la si considera in un contesto più ampio, con i suoi aspetti sociali, economici e ambientali, non si può evitare che si ripresenti.

Un altro aspetto è l'omissione dei temi del buon governo e della pace. Anche questo è stato un errore degli Obiettivi del millennio. Ora la questione del buon governo (governance) è affrontata dall'articolo 16 degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Non siamo completamente soddisfatti della formulazione dell'obiettivo specifico, ma il fatto che ci sia è un risultato importante. Perlomeno ci sono obiettivi concreti relativi alla corruzione, al pagamento di tangenti, allo sviluppo di istituzioni trasparenti, all'inclusione e alla partecipazione politica.

swissinfo.ch: Le critiche agli Obiettivi di sviluppo sostenibile si appuntano soprattutto sul fatto che intenti e obiettivi concreti sono troppo complicati.

M.G: Preferiremmo avere meno obiettivi generali, perché 17 obiettivi generali che comprendono un totale di 169 obiettivi specifici sono molto difficili da raggiungere e rendono problematica anche la comunicazione.

Per noi sarebbe meglio avere 10 o 12 obiettivi generali, che mantengano la sostanza dei 17 obiettivi. Alcuni si aspettano che il segretario generale dell'ONU proponga un riduzione significativa degli obiettivi generali. Ma per Ban Ki-moon potrebbe essere politicamente rischioso, perché molti paesi sono favorevoli ai 17 obiettivi. Vedremo.

Obiettivi di sviluppo sostenibile in Svizzera

I nuovi Obiettivi di sviluppo sostenibile sono universali e riguardano tutti i paesi, non solo quelli poveri. In Svizzera la definizione di obiettivi post-2015 è stata oggetto di un'ampia procedura di consultazione, guidata dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione, che ha coinvolto semplici cittadini e rappresentanti della società civile, del settore privato e del mondo accademico.

La posizione della Svizzera rispetto agli obiettivi post-2015 è stata formulata dal governo nel giugno del 2014. Al momento è al vaglio della Commissione parlamentare della politica estera.

La Svizzera pone l'accento su 16 aree chiave. Intende concentrarsi su obiettivi specifici nell'ambito del rifornimento idrico, della salute, della pace sostenibile e di una società inclusiva. dell'uguaglianza di genere e dei diritti della donna. Inoltre si impegnerà affinché ci sia particolare attenzione su questioni quali i rapporti tra migrazione e sviluppo, la riduzione dei rischi di catastrofe e la produzione e il consumo sostenibili.

swissinfo.ch: Mentre gli Obiettivi del millenio erano considerati obiettivi contro la povertà che dovevano essere realizzati dai paesi poveri con il finanziamento di quelli ricchi, i nuovi obiettivi dovranno essere raggiunti nel 2030 da tutti gli Stati. Cosa significa per la Svizzera?

M.G.: La Svizzera sta ridiscutendo la sua politica nazionale di sviluppo sostenibile, che è rinnovata ogni quattro anni. Questo è il principale strumento che utilizzeremo per applicare i nuovi obiettivi di sviluppo a livello nazionale. Questo processo è guidato dall'Ufficio federale dello sviluppo territoriale.

Saranno definite aree specifiche che sono importanti per la Svizzera e riflettono i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile. Si tratta di obiettivi nell'ambito delle risorse naturali, quali l'agricoltura e la biodiversità, i modelli di consumo e di produzione, la politica energetica e del clima, la mobilità e lo sviluppo territoriale, la salute. In ambiti in cui ci troviamo già in una buona posizione, grazie per esempio alla svolta energetica o alle previste riforme nel sistema sanitario, probabilmente non avremo bisogno di introdurre grandi cambiamenti nella nostra politica nazionale.

swissinfo.ch: Quindi i 17 obiettivi proposti saranno una sorta di menù ideale in cui ogni paese potrà scegliere ciò che più gli aggrada?

M.G.: Ci sarà una certa flessibilità a livello nazionale. Questo è necessario per raggiungere un accordo internazionale. Non ogni obiettivo è altrettanto importante per ogni paese, dipende dal contesto.

Ma ci sarà anche un meccanismo che garantisce la trasparenza. I paesi dovranno riferire a livello internazionale sul loro avanzamento nell'applicazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Creare un sistema di monitoraggio efficace sarà molto importante.

La Svizzera mira a realizzare un sistema simile a quello del Consiglio dell'ONU per i diritti umani, che redige rapporti periodici sui singoli paesi. Ci sono resistenze nei confronti di questa idea, ma credo che sia un buon modello.

Calendario degli Obiettivi di sviluppo sostenibile

All'avvicinarsi della scadenza degli Obiettivi del millennio si sta profilando una nuova agenda per lo sviluppo sostenibile. Un gruppo di lavoro intergovernativo, noto come Open Working Group on Sustainable Development Goals (OWG) ha proposto 17 obiettivi generali, che comprendono 169 obiettivi specifici, per proseguire il cammino intrapreso con gli Obiettivi del millennio. I nuovi obiettivi dovrebbero essere raggiunti entro il 2030.

La proposta, all'attenzione dell'Assemblea delle Nazioni Unite, sarà discussa nel corso dei prossimi 12 mesi. I nuovi obiettivi dovrebbero essere adottati nell'ambito di un vertice dei capi di Stato da tenersi nel settembre del 2015. La Svizzera fa parte dell'OWG, dove condivide un seggio con Francia e Germania.


(traduzione di Andrea Tognina), swissinfo.ch

×