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Punto di vista L'iniziativa è utile? Un corno!

L'iniziativa per vacche con le corna non è necessaria e potrebbe addirittura innescare dei conflitti tra i vari allevatori, ipotizza il consigliere nazionale UDC e agricoltore Pierre-André Page.

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Michael Töngi

Agricoltore di formazione, Pierre-André Page gestisce con altri un podere di 62 ettari a Châtonnaye, nel distretto di Glâne (Friburgo). Page a stato consigliere comunale e sindaco del suo comune e deputato al parlamento cantonale friburghese. Dal 2015 è consigliere nazionale dell'Unione democratica di centro. 

(Pierre-André Page)

Ho allevato vacche con le corna per un decennio, e adesso sono vent’anni che ho una mandria di una quarantina di capi… senza corna. Posso quindi affermare di buon grado che la mia decisione di «bocciare» l’iniziativa popolare per la dignità degli animali da reddito si fonda essenzialmente sull’esperienza. 

Sono per il «no» all’iniziativa perché non è necessario inserire un simile testo nella nostra Costituzione federale. Ricordiamo che il nostro testo fondamentale non deve diventare un refugium peccatorum, un’accozzaglia di norme di tutti i tipi, ma rimanere la referenza numero uno dei nostri principi legali. Si dà il caso che già adesso l’articolo 104 della Costituzione prevede degli incentivi finanziari per gli agricoltori che promuovono forme di produzione particolarmente rispettose degli animali. 

Ci si chiede dunque per quale ragione, d’un tratto, si vogliano privilegiare proprio le vacche con le corna iscrivendole nella Costituzione. Una chiara disparità di trattamento… I «danni collaterali» sono già preannunciati: i contadini vallesani si diranno perché mai non sostenere le bovine di Hérens, cui faranno eco i colleghi friburghesi inneggiando alla razza a chiazze bianche e nere tipica delle Prealpi, per non dimenticare gli allevatori al di là della Sarine che probabilmente pretenderanno dei sussidi per le loro ungulate grigie… 

Mi «oppongo» all’iniziativa per ragioni finanziarie. Gli incentivi per le vacche con le corna graveranno sul budget federale destinato all’agricoltura con un importo stimato dai 10 ai 30 milioni di franchi. Ma a scapito di chi? Anno dopo anno, con i miei colleghi parlamentari che si battono in favore dell’agricoltura, mi impegno per mantenere i sussidi entro un tetto massimo di tre miliardi di franchi. I pagamenti a favore delle vacche con le corna dovranno quindi essere forzatamente compensati mediante la riduzione di altri sussidi: ma quali? Forse quelli per i produttori di latte? I coltivatori di barbabietole? Gli agricoltori di montagna? Gli orticoltori? Gli allevatori di maiali o magari di pecore? I conflitti sono già nell’aria.  

Punto di vista "Sì" all'iniziativa per vacche con corna, per il “benessere degli animali”

Il deputato verde Michael Töngi invita gli svizzeri ad accettare l'iniziativa per vacche con corna il prossimo 25 novembre.

Senza contare che ogni aiuto federale va controllato. Ed ecco pronta una rogna amministrativa in più per i contadini! E un bel po’ di burocrazia supplementare per la Berna federale: ispettori sguinzagliati ai quattro angoli del Paese per verificare se una determinata mandria abbia effettivamente delle vacche con le corna, e un’orda di impiegati d’ufficio occupati a compilare moduli su moduli… Il «no» all’iniziativa permette di evitare un tale spreco di risorse.

Accantoniamo ora l’aspetto legale e finanziario per parlare della mucca, con o senza corna. Si ripete spesso che la vacca con le corna è il simbolo della Svizzera… Vale forse la pena ricordare in questa sede che nel nostro Paese ci sono diverse razze bovine prive di corna. Possiamo affermare con certezza quale sia la più felice, con o senza corna? Un esercizio di pura furbizia! Sottolineiamo invece che:

  • l’ablazione del germoglio di corno non è doloroso per l’animale e non ha conseguenza alcuna sulla capacità della mucca di produrre latte;
  • le vacche senza corna sono più sicure: innanzitutto per la mandria stessa, che non rischia di ferirsi. E anche senza corna la gerarchia è mantenuta: quella che vuole arrivare per prima al pascolo passa avanti e con una testata urta la vicina. Ma anche per l’agricoltore o il veterinario in visita: lavorando in stalla è facile prendere una cornata accidentale.

Un altro paradosso di questa iniziativa: il Consiglio federale ha incoraggiato la costruzione e realizzazione di superfici di stabulazione libera – per soddisfare le esigenze di protezione degli animali. Ma l’agricoltore dovrà far in modo che le sue vacche con le corna non si feriscano e quindi ingrandire le superfici di stabulazione per dare maggior spazio alle bestie… oppure retrocedere a una forma di allevamento fissa.

Voto «no» a questa iniziativa:

  • a livello di legge la Svizzera ha già una normativa efficace per la protezione degli animali;
  • finanziariamente la Confederazione non ha i mezzi per sovvenzionare vacche con le corna;
  • dal punto di vista dell’animale, la vacca senza corna gode di maggior sicurezza e libertà di movimento. Ed è anche felice, parola di allevatore.


Il punto di vista espresso in questo articolo è quello dell’autore e non corrisponde forzatamente a quello di swissinfo.ch.

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Traduzione dal francese: Lorena Mombelli

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