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Al tradizionale raduno dell'UDC zurighese all'Albisgüetli, Christoph Blocher ha criticato questa sera la "dittatura" della Berna federale e dei giudici che fanno di tutto per non metter in pratica le iniziative del partito.

Ospite della serata il neopresidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann.

Il "padrone di casa", che 28 anni fa ha lanciato l'incontro programmatico del partito nella sala della Società di tiro di Zurigo, ha ricordato lo "storico" risultato del suo partito alle ultime elezioni federali.

"Le svizzere e gli svizzeri chiedono che siano rispettati i loro interessi, non quelli di tutti gli altri da qualche parte nel mondo", ha detto Blocher (stando alla versione scritta del suo discorso).

Il "tribuno" zurighese ha parlato anche di "schiere di illegali che inondano il nostro Paese" e di un "caos nel settore dell'asilo" che è una conseguenza della "crisi della classe dirigente".

Nonostante ciò, "non si vogliono espellere gli stranieri che commettono reati e non si vuole porre un freno all'immigrazione di massa, ignorando la volontà popolare". "La Berna federale si è avviata sulla strada della dittatura", ha tuonato Blocher.

Dopo il discorso di Christoph Blocher ha preso la parola il presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann (PLR). Usando toni più concilianti, il ministro dell'economia si è rallegrato per il "ritorno alla concordanza" sancito dai risultati delle ultime elezioni federali e dall'entrata nel Consiglio federale del secondo rappresentante UDC.

Schneider-Ammann ha ribadito l'opposizione del Consiglio federale e del parlamento all'"iniziativa per l'attuazione" dell'espulsione degli stranieri che commettono reati, perché non rispetta i principi dello Stato di diritto e della proporzionalità.

Il consigliere federale ha altresì ricordato l'importanza di rispettare il mandato costituzionale per una limitazione dell'immigrazione, pur mantenendo la via bilaterale con l'UE.

sda-ats

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