Una pinzetta per togliere gli errori


Di
Andrea Clementi


Districarsi nel mondo dei computer non è cosa semplice

Districarsi nel mondo dei computer non è cosa semplice

(Keystone)

Rendere più sicuro l'aggiornamento dei sistemi informatici complessi: è l'obiettivo dell'ambizioso progetto PINCETTE (pinzetta) portato avanti dall'Università della svizzera italiana e sostenuto dall'Unione europea.

Così come avviene per i semplici personal computer, anche i sistemi informatici che regolano il funzionamento di impianti altamente sofisticati quali le reti di distribuzione energetica o gli strumenti di controllo dei movimenti aerei devono essere regolarmente aggiornati.

Si tratta di operazioni che costano parecchio tempo e denaro, oltre a comportare il rischio di errori con gravi conseguenze: una volta effettuata una modifica, anche minima, l'intero sistema potrebbe infatti non più funzionare correttamente.

Per questo motivo, la facoltà d'informatica dell'Università della Svizzera italiana (USI) a Lugano ha avviato un progetto di ricerca triennale – cofinanziato dall'Unione europea – che mira alla creazione di una nuova tecnologia tale da rendere questi processi più efficaci e agevoli.

Più sicuro, meno caro

Il nome del progetto – PINCETTE, ovvero "pinzette" in lingua francese – si riferisce proprio a questo aspetto: «Lo scopo del nostro lavoro è quello di identificare ed eliminare anche il più piccolo errore a livello di software nell'ambito dei sistemi complessi di grandi dimensioni collegati in rete», spiega Natasha Sharygina, docente all'USI – presso cui dirige il laboratorio di sicurezza e verifica formale – nonché responsabile dell'operazione.

Proprio il settore di ricerca della professoressa è all'origine del progetto: Natasha Sharygina ha infatti ideato – in collaborazione con l'azienda ABB – il concetto di un sistema di verifica completamente automatizzato degli aggiornamenti informatici.

«I software evolvono e diventano sempre più complicati con il passare del tempo, ma purtroppo ciò ha effetti negativi sull'affidabilità. Le attuali tecniche di analisi non offrono sufficienti garanzie: non è infatti possibile ricontrollare e testare completamente il sistema dopo ogni singolo cambiamento effettuato», sottolinea l'esperta.

In particolare, il gruppo di ricerca – di cui fanno parte anche partner privati – prevede di raggiungere un incremento nell’affidabilità di almeno il 70%, unitamente a un'importante riduzione del tempo necessario e dell'intervento umano necessari per convalidare le modifiche e garantire la compatibilità.

Ciò implica risparmi notevoli, poiché – secondo le stime più attuali – «i costi legati all’aggiornamento del nuovo software incidono tra il 40% e il 70% del costo dell’intero sistema durante tutto il suo ciclo di vita», rileva Sharygina.

Dai reattori fino ai droni

Concretamente, PINCETTE «vuole creare – ricorrendo a metodi diversi quali tecniche di simulazione, dimostrazioni matematiche e test – un sistema automatizzato capace di individuare e togliere gli errori».

In quest'ottica – fa presente la professoressa – si delineano già molteplici impieghi della tecnologia PINCETTE: quest'ultima potrà per esempio essere applicata ai programmi di controllo di un nuovo reattore termonucleare in Finlandia così come ai software per la sicurezza installati sui droni. Sistemi, questi, che hanno tutto l'interesse a diminuire al minimo i rischi di malfunzionamento.

In occasione della presentazione del progetto, Hana Chockler – ricercatrice presso IBM – ha evidenziato a questo proposito che «i risultati del progetto inaugureranno una nuova era in cui i progettisti, sviluppatori ed utenti di sistemi di controllo, collegati in rete, saranno in grado di individuare ed eliminare i bug prima che essi causino gravi danni o addirittura il collasso del sistema».

PINCETTE

Il budget del progetto PINCETTE ammonta complessivamente a 2,8 milioni di euro (circa 3,7 milioni di franchi), per una durata totale di 36 mesi.

I partner del consorzio PINCETTE, coordinato dall’IBM Research di Haifa comprendono, oltre all’USI, l’Università di Oxford, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, il VTT Technical Research Centre of Finland, l’Israel Aerospace Industries Ltd e l’ABB.

swissinfo.ch



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