Your browser is out of date. It has known security flaws and may not display all features of this websites. Learn how to update your browser[Chiudi]

Società svizzera di Milano


Il primo di agosto all’epoca di Expo 2015


Di Michele Novaga, Milano


La giornata nazionale festeggiata in anticipo presso la Società svizzera di Milano, uno dei circoli più attivi tra quelli fondati dai connazionali espatriati nel mondo. (Foto di Michele Novaga)

La giornata nazionale festeggiata in anticipo presso la Società svizzera di Milano, uno dei circoli più attivi tra quelli fondati dai connazionali espatriati nel mondo.

(Foto di Michele Novaga)

Gli Svizzeri “milanesi” hanno celebrato la festa nazionale con qualche giorno di anticipo all’insegna dell’orgoglio e della tradizione, in un momento molto positivo nelle relazioni tra Italia e Svizzera. Anche grazie a Expo. 

Le note e i suoni della musica degli strumenti a fiato della bandella di Arogna escono fin sulla strada. Tanto che alcuni passanti si domandano che cosa si stia festeggiando. I tavoli sono apparecchiati e portano il nome dei cantoni svizzeri. Una grande bandiera con lo scudo crociato fa da sfondo alla terrazza che si affaccia sui Giardini di Porta Venezia, che qualcuno, con un po’ di immaginazione, definisce il Central Park di Milano. E poi c’è un pulpito allestito anch’esso di biancorosso, attorno al quale una collana di bandiere dei cantoni appese al muro forma delle mezzelune. 

Società svizzera di Milano 

Forse non è la Società svizzera all’estero più antica, ma quella di Milano mantiene da oltre 130 anni i contatti tra gli svizzeri del milanese, organizzando attività presso la sede del Centro svizzero di via Palestro. 

Non solo appuntamenti culturali, informativi, ricreativi e sportivi, ma anche attività sociali ed escursioni organizzate in Italia e in Svizzera. 

La Società svizzera è diventata ormai parte della cultura meneghina. Come dice il suo presidente Jean Pierre Hardegger: “Organizziamo conferenze e invitiamo come relatori anche italiani, perché non siamo un ghetto e ci piace interagire con la cultura milanese e le istituzioni della città”. 

Un evento da tutto esaurito all’insegna dell’orgoglio svizzero che anche quest’anno ha riunito tantissimi svizzeri residenti in Lombardia nel ristorante della terrazza del Centro svizzero di via Palestro. Oltre 160 persone che, nonostante una giornata di caldo e afa intensissimi, non hanno voluto mancare a questo tradizionale appuntamento della Società svizzera di Milano.

Una delle più attive non solo a livello europeo, forte dei suoi 630 soci e dei tantissimi eventi che vengono organizzati durante tutto l’anno nel palazzo che, edificato nel 1952, rappresenta ancor oggi l’investimento immobiliare all’estero più importante della Confederazione. 

Punti di incontro tra Italia e Svizzera 

Un’occasione per ribadire l’amicizia e i buoni rapporti tra Italia e Svizzera. A sottolinearlo nel suo discorso, prima della distribuzione di un piatto unico a base di bocconcini di carne alla bernese con Spätzli, il sindaco di Muralto, Stefano Gilardi. Che, auspicando la buona riuscita dei negoziati fiscali tra i due paesi e l’apertura di nuove opportunità dal punto di vista economico, ha insistito sull’importanza di realizzare percorsi comuni anche nel campo accademico e culturale. 

“Come svizzero che insegna saltuariamente all’università di Pavia, posso solo auspicare che cantieri comuni accademici di ampio raggio si aprano al di là delle difficoltà puntuali di vicinanza. Mi riferisco in particolare alla costituzione del master della facoltà di medicina. Ma dobbiamo lavorare insieme tenendo conto che Lombardia e Ticino formano uno spazio economico culturale e linguistico sociale e comune: quella della costituzione del progetto per la candidatura all’Unesco dei territori dei sacromonti della Madonna del sasso di Locarno e Brissago segue quelli già riconosciuti di Lombardia e Piemonte. Insieme faremmo un polo unico nel centro dell’Europa dando vita ad un’attrazione culturale e turistica”, ha auspicato Gilardi. 

Festa nazionale all’Expo di Milano 

Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann, vice presidente della Confederazione, e il presidente del Consiglio degli Stati, Claude Hêche, festeggeranno il primo d’agosto 2015 al Padiglione svizzero a Expo Milano con un brunch contadino. 

Alla festa nazionale parteciperanno inoltre diversi altri rappresentanti del mondo politico, turistico e agricolo svizzero, tra cui i produttori premiati al Concorso nazionale dei prodotti regionali, i quali faranno degustare al pubblico le loro specialità. 

L’esposizione universale di Milano, dedicata al tema «Nutrire il pianeta. Energia per la vita» ha aperto i battenti il primo maggio e terminerà il 31 ottobre 2015. 

Nei primi tre mesi d’attività il Padiglione svizzero ha accolto oltre 760’000 visitatori con una media giornaliera di 8400 visitatori. 

Il 65% dei visitatori del Padiglione svizzero proviene dall’Italia, il 15% dalla Svizzera, il 10% da altri paesi europei (Francia, Germania, Austria, Spagna), e il 10% dal resto del mondo (Stati Uniti, Cina, Brasile, Australia). 

Svizzeri sì, ma italiani da generazioni 

Un discorso apprezzato da tutti i commensali. Svizzeri di seconda e terza generazione ma anche cittadini elvetici che lavorano in società multinazionali, piccola rappresentanza di quei 33.014 svizzeri (Fonte: Dipartimento Federale Affari Esteri) iscritti nelle liste del consolato di Milano nel 2014. 

“Cosa significa per me essere svizzero?”, si domanda Ulrico Carlo Hoepli presidente di una delle case editrici più famose del Belpaese. “Vuol dire appartenere a un paese estremamente civile e democratico che è riuscito a essere neutrale nella Prima e nella Seconda guerra mondiale. E che guerre non ne fa da quando è stato fondato”.

Mentre per Sandro Bombardi, svizzero di madre ma toscano di nascita con entrambi i passaporti (“sono come un giocatore di calcio ambidestro”), il sentimento unificatore della Svizzera “risiede nella sua diversità e nel fatto di avere quattro lingue che a livello costituzionale vengono tutelate, così come le minoranze”. 

A fare gli onori di casa insieme al presidente della Società svizzera di Milano Jean Pierre Hardegger, che nel capoluogo meneghino ci vive dal 1962, il console generale di Svizzera a Milano Massimo Baggi che ha voluto ribadire il successo della partecipazione svizzera ad Expo 2015. 

“L’Expo ci ha permesso di risolvere anche alcune criticità nelle relazioni con l’Italia. Sono fiducioso perché ho visto quanto in quattro anni siamo riusciti a portare avanti nell’ambito delle nostre relazioni bilaterali con l’Italia”, sottolinea Baggi, annunciando che questo sarà il suo quarto e ultimo “primo di agosto” prima del trasferimento all’Ambasciata svizzera di Rabat in Marocco previsto entro la fine dell’anno. 

Aspiranti Svizzeri 

E, tra un assaggio di vini rossi e il momento solenne dell’esecuzione dell’inno nazionale, cantato in diverse lingue (ognuno in quella in cui si sente più forte) e rigorosamente in piedi, l’avvocato Niccolò Ciseri prova a spiegare a swissinfo.ch l’ammirazione degli italiani per la cultura svizzera. 

“La Società svizzera è fatta anche da una buona parte di italiani simpatizzanti attratti non solo dalla nostra cultura ma anche dal nostro modo di essere e di fare chiaro e senza indulgenze che mettiamo nelle relazioni. Siamo schietti, le cose le diciamo apertamente. E questo a molti piace, pur non essendo Svizzeri e pur non potendolo diventare mai”, afferma Ciseri. 

“Aspiranti” svizzeri come Andrea Ferrario e la sua compagna Cristina Piccolo che circa un anno fa hanno deciso di andare a vivere oltreconfine, a Stabio. “Qui ci sentiamo meglio che a casa. Ci sono regole chiare e definite anche se la nostra attività di avvocati continuiamo a svolgerla in Italia”. 

swissinfo.ch

×