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L'influenza del movimento anti vaccini Morbillo: la Svizzera è ancora ammalata

Il numero di casi di morbillo rischia di raggiungere un nuovo picco quest’anno. Anche se il tasso di vaccinazione continua a crescere, il governo ha ammesso di recente il fallimento della strategia di eradicazione. In causa ci sono anche le resistenze di una parte della popolazione, soprattutto nella Svizzera tedesca.



Il virus del morbillo visto al microscopio. È l'infezione più contagiosa per gli esseri umani. 

Il virus del morbillo visto al microscopio. È l'infezione più contagiosa per gli esseri umani. 

(Sanofi Pasteur via Flickr Creative Commons)

Nel 1987 l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) aveva lanciato il primo programma nazionale di vaccinazione, che avrebbe dovuto permettere di debellare il morbillo entro il 2000. Diciassette anni dopo il tasso di vaccinazione è dell’87%, al di sotto quindi dell’obiettivo del 95% fissato dall’Organizzazione mondiale della sanità per sconfiggere la malattia.

“Il numero di persone vaccinate è regolarmente aumentato negli ultimi anni, ma non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati”, spiega Daniel Koch, responsabile delle malattie infettive all’UFSP.

Nel corso degli ultimi decenni, la Svizzera è stata confrontata a scadenze regolari – circa ogni quattro anni – con importanti epidemie di morbillo. Dal 2006 al 2009, un’epidemia di lunga durata ha piazzato la Svizzera in testa ai paesi europei maggiormente toccati dalla malattia infettiva, con 4'371 casi registrati. 

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Oggi Ginevra è l’unico cantone che ha raggiunto un tasso di vaccinazione del 95%. In generale, i cantoni della Svizzera francese e italiana hanno un tasso di vaccinazione più alto e registrano meno casi di morbillo. Un fenomeno che Daniel Koch attribuisce parzialmente all’influenza più importante dei movimenti anti-vaccino nella Svizzera tedesca.

«Negli anni 1980, nella Svizzera tedesca c’erano molte più resistenze nei confronti dei vaccini», spiega l’esperto. Molti bambini nati in quegli anni non sono dunque stati vaccinati. Non stupisce dunque che oggi la metà dei casi di morbillo riguarda proprio le persone di più di vent’anni.

«È difficile motivare i giovani adulti ad andare dal medico e farsi vaccinare», sottolinea Daniel Koch. Ciò non toglie che il tasso di vaccinazione in questa fascia della popolazione è aumentato dal 77% nel 2012, all’87% nel 2015.

Il morbillo è una delle malattie più contagiose. Non esiste un trattamento, ma dal 1960 è disponibile un vaccino. Nel 2000 il morbillo ha ucciso 700mila persone nel mondo, una cifra scesa a 160mila nel 2010 grazie a una migliore prevenzione.

La mappa qui sotto illustra come la malattia sia ancora presente ai quattro angoli del pianeta.

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Il morbillo si manifesta con febbre elevata accompagnata da tosse persistente. I sintomi scompaiono generalmente dopo una settimana, ma possono durare anche mesi e portare a gravi complicazioni, a volte mortali. 

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Traduzione dall'inglese, Stefania Summermatter, swissinfo.ch

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