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Si fa sempre più critica in Spagna la posizione del partito socialista Psoe e del suo segretario Pedro Sanchez dopo le nuove sconfitte 'storiche' registrate alle regionali in Galizia e Paese Basco ieri.

Il contestato Sanchez ha così firmato in un anno i cinque peggiori risultati in assoluto in altrettante elezioni consecutive: le catalane del 24 settembre 2015, le politiche di dicembre e giugno e ora le basche e le galiziane.

Il Psoe paga l'ascesa di Podemos alla sua sinistra e soprattutto la linea di dura intransigenza nei confronti della formazione di un governo di minoranza Pp del premier uscente Mariano Rajoy, che ha impedito finora al paese di uscire da una infinita crisi politica in atto ormai già da 10 mesi.

"La marca Psoe appare sempre più difficile da riparare davanti all'implacabile successione di sconfitte storiche" scrive in un editoriale oggi El Pais. "Il disastro socialista lascia in situazione impossibile Pedro Sanchez" la cui "intransigenza come un muro davanti alla possibilità di un governo Pp pregiudica elettoralmente il partito" scrive il quotidiano tradizionalmente vicino al Psoe.

Sabato si riunisce il consiglio federale socialista. I baroni Psoe sono su posizioni sempre più critiche nei confronti del segretario, che potrebbe essere contestato apertamente.

Dalle elezioni galiziane e basche sono venuti anche 'danni collaterali' per il Psoe di Sanchez. Il Pp di Rajoy ha conseguito una chiara vittoria in Galizia ottenendo la maggioranza assoluta nel parlamento di Santiago di Compostella, ed ha affiancato il Psoe, che ha perso la metà dei suoi seggi, nei Paesi Baschi. Nelle due regioni inoltre i socialisti hanno subito l'umiliante 'sorpasso' di Podemos.

sda-ats

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