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Ricominciano stamattina i lavori alle Camere federali.

Il Consiglio nazionale (dalle 08.00), che si riunirà anche nel pomeriggio (dalle 15.00 alle 19.00), affronterà a livello divergenze la Strategia energetica 2050, progetto che si propone di sostenere le energie pulite e preparare il paese all'era post-nucleare.

Rispetto alla versione governativa, nel corso dell'iter parlamentare il testo ha subito vari emendamenti, perlopiù al ribasso. Allineandosi al Consiglio degli Stati, la commissione preparatoria ha deciso - anche in virtù dei nuovi rapporti in Parlamento scaturiti dalle elezioni di ottobre - di rinunciare a introdurre prescrizioni in materia di efficienza per il consumo di elettricità.

La commissione, come gli Stati, intende ora sostenere maggiormente le grandi centrali idroelettriche in difficoltà. Alcune minoranze chiederanno inoltre che la promozione delle energie rinnovabili sia potenziata in misura minore di quanto previsto dal disegno di legge.

Ritornando sui suoi passi, e adeguandosi a quanto stabilito dalla Camera dei Cantoni, la commissione preparatoria chiederà inoltre al plenum di rinunciare a un limite massimo d'esercizio per le centrali nucleari più vecchie e all'obbligo per i gestori degli impianti meno vecchi di presentare un piano di gestione a lungo termine. Nell'inverno 2014, la Camera del popolo si era invece detta pronta a limitare a 60 anni l'esercizio dei reattori più anziani, come Beznau I e II (chiusura, rispettivamente, nel 2029 e nel 2031).

La giornata di dibattiti al Consiglio degli Stati sarà più breve (dalle 08.15 alle 13.00), ma non per questo meno intensa. Il programma prevede, in entrata, la modifica delle legge sugli agenti terapeutici (divergenze). In agenda anche la legge volta all'istituzione di un registro nazionale dei tumori. Il dossier è già stato approvato dal Consiglio nazionale quasi all'unanimità. Un simile strumento dovrebbe migliorare la prevenzione e il trattamento di queste patologie.

Il progetto di legge vuole uniformare le procedure in materia di censimento. Attualmente in Svizzera vi sono quindici registri cantonali e regionali, a cui si aggiunge il Registro svizzero dei tumori pediatrici, che coprono il 94% della popolazione. Il rilevamento dei dati avviene in modo disparato e quindi le informazioni non possono essere utilizzate in maniera ottimale.

Ogni anno in Svizzera sono diagnosticati 37 mila nuovi casi di tumore e oltre 16 mila persone muoiono di cancro. Considerato l'invecchiamento della popolazione, nei prossimi anni questi dati sono destinati ad aumentare.

Gli Stati dovranno anche affrontare una mozione con la quale si chiede un riorientamento delle soluzioni - non più basate unicamente sull'autorizzazione ad aprire nuovi studi medici - per il controllo dell'evoluzione dei costi nel settore ambulatoriale.

A tale riguardo, il Consiglio federale dovrà presentare entro la fine di quest'anno proposte per tre diverse modalità di controllo dei costi più efficace: 1) gestione da parte dei Cantoni, 2) flessibilità dei prezzi per le prestazioni mediche (prezzi regionali e in base alla qualità) e 3) allentamento dell'obbligo contrattuale.

Queste proposte rispecchiano i desideri espressi da UDC e PLR, ossia la possibilità che le tariffe vengano modulate in maniera diversa a seconda della regione e che le casse malattia possano collaborare solo con i medici di loro scelta. Attualmente, gli assicuratori devono rimborsare le prestazioni di tutti i medici ammessi all'esercizio della professione.

sda-ats

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