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Terrore a Parigi


Colpita al cuore, la Francia dichiara guerra al terrorismo


Il terrore si è impadronito di Parigi la sera di venerdì 13 novembre 2015, con attentatori che si sono fatti esplodere e altri che hanno sparato alla cieca sulla gente in bar, ristoranti e nella sala di concerti del Bataclan. Il bilancio ancora provvisorio è di oltre 120 morti e quasi 200 feriti, di cui un'ottantina in condizioni critiche. Il presidente francese François Hollande, che lo ha definito un atto di guerra, ha decretato lo stato d'emergenza e la chiusura delle frontiere.

Preda di attacchi terroristici, compiuti quasi simultaneamente in sette punti diversi, la Ville lumière ha vissuto le sue ore più buie dopo la fine della Seconda Guerra mondiale.

Dopo avere riunito un Consiglio dei ministri straordinario, in un messaggio alla nazione in diretta televisiva, François Hollande ha annunciato di aver decretato lo stato di emergenza in tutta la Francia e la chiusura delle frontiere. Insieme al primo ministro Manuel Valls si è quindi recato al Bataclan, dove ha improvvisato una conferenza stampa. Profondamente scosso, il presidente francese ha pronunciato parole di compassione e ha esortato la nazione all'unità contro la barbarie e ha dichiarato una guerra implacabile al terrore. 

Rapidamente capi di Stato e di governo di tutto il mondo hanno espresso solidarietà e cordoglio alla Francia. Immediata la reazione di Barack Obama che in un discorso in tv ha sottolineato che "quello che sta accadendo a Parigi è un attacco non solo al popolo francese ma a tutta l'umanità e ai valori che condividiamo. I valori di liberté, egalité e fraternité non sono solo condivisi dal popolo francese, ma anche da noi".

Tramite Twitter, la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha subito trasmesso la solidarietà elvetica ai francesi: "Con il pensiero la Svizzera è con la Francia in seguito agli attacchi avvenuti a Parigi", ha scritto nel tweet. 

Dicendosi personalmente profondamente scioccata, Simonetta Sommaruga oggi, a nome del governo svizzero, ha fermamente condannato gli attentati e ribadito la solidarietà elvetica nei confronti delle vittime, dei loro parenti e della Francia, "nuovamente confrontata con il terrorismo".


swissinfo.ch e tvsvizzera.it (edizione straordinaria TG RSI del 14.11.15)

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