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Per il regime turco, l'imam e magnate Fethullah Gulen è responsabile del tentato golpe (foto d'archivio).

KEYSTONE/AP Zaman/SELAHATTIN SEVI

(sda-ats)

Alta tensione tra Ankara e Washington su Fethullah Gulen, l'ex imam, additato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan come l'ispiratore del fallito colpo di Stato, che dal 1999 vive in esilio nei boschi della Pennsylvania.

Ieri notte, quando il caos regnava nel Paese con esiti imprevedibili, il presidente statunitense Barack Obama è stato il primo leader mondiale a schierarsi esplicitamente per il "governo democraticamente eletto". Eppure stamattina il premier turco Binali Yildirim ha puntato il dito proprio contro gli Stati Uniti: "Non riesco a immaginare un Paese che possa sostenere e ospitare quest'uomo, questo leader di un'organizzazione terroristica, soprattutto dopo la scorsa notte. È un atto ostile nei nostri confronti".

E in serata è stato direttamente Erdogan a chiederne a Washington l'estradizione. Ankara dia le prove che Gulen è dietro il golpe, nel qual caso gli Usa valuteranno, ha risposto il segretario di Stato americano John Kerry.

L'ex imam dagli Usa guida un movimento popolare chiamato 'Hizmet' fatto di think tank, scuole, pubblicazioni e imprese di vario genere. Da Saylorsburg, sulle colline dei Poconos, dove vive da anni nel lussuoso centro per anziani Golden Generation Worship and Retreat Center collezionando barattoli col terriccio della madrepatria, Gulen ha respinto tutte le accuse: "Come uno che ha sofferto sotto diversi colpi di stato militari nelle ultime cinque decadi, è particolarmente offensivo sentirsi accusare di essere implicato in un tentativo del genere".

Di ben altre certezze Erdogan: "Hanno ricevuto ordini dalla Pennsylvania. La Turchia non può essere governata dalla Pennsylvania", ha tuonato nella notte il presidente turco all'aeroporto di Istanbul, identificando i militari golpisti in seguaci del movimento gulenista.

"C'è la possibilità che il colpo di Stato in Turchia sia stata una messa in scena per continuare ad accusare i miei sostenitori", replica Gulen ai giornalisti fuori dalla sua casa a Saylorsburg, Pennsylvania.

"Non penso che il mondo possa credere alle accuse del presidente (Recep Tayyip) Erdogan. Ora che la Turchia ha intrapreso il sentiero della democrazia non può tornare indietro", ha aggiunto secondo quanto riportato dal Guardian.

sda-ats

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