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L'aeroporto di Ginevra (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/MARTIAL TREZZINI

(sda-ats)

Il consigliere di Stato ginevrino responsabile della sicurezza Pierre Maudet valuta il blocco da parte delle autorità francesi di informazioni su persone residenti in Francia, che sono state assunte all'aeroporto di Ginevra, "insostenibile".

Maudet afferma chiaramente, in un'intervista pubblicata oggi dalla Tribune de Genève, che queste persone (circa 200) non possono lavorare in assenza dei dati in questione, privilegiando la sicurezza nel contesto attuale.

"Non si può pensare che il Ministero dell'interno francese lasci un Paese vicino in aspettativa per quanto riguarda controlli di sicurezza", dichiara il responsabile del Dipartimento della sicurezza e dell'economia. Tanto più che le autorità francesi "hanno interessi diretti sul territorio aeroportuale".

Il consigliere di Stato ginevrino comprende le "intense pressioni" sulla Francia in materia di protezione dei dati nel contesto degli attentati perpetrati sul suo territorio. "Ma non dubitiamo che una soluzione sia rapidamente trovata".

Da due mesi la Francia non trasmette più dati sui suoi cittadini e gli stranieri che sono stati domiciliati in Francia negli ultimi cinque anni. L'esperto di sicurezza Alexandre Vautravers sottolinea al quotidiano Le Temps che un irrigidimento in tal senso è osservato da gennaio.

"Ginevra non è più toccata di altre località in Svizzera romanda" dalla radicalizzazione, secondo Vautravers. "In ogni attentato o quasi" i responsabili o il loro entourage hanno legami con la Svizzera in materia di scambi di materiale o su Internet. Alcuni attivisti sono anche stati arrestati su suolo elvetico.

L'esperto di sicurezza spiega le riserve francesi con l'accesso della parte civile al dossier nei casi rinviati davanti alla giustizia. Questa situazione espone i mezzi francesi in materia di sicurezza. Vautravers valuta pericolosa la dipendenza da dati esteri.

sda-ats

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