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Il 5 ottobre scorso, una folla inferocita di lavoratori dell'Air France partì all'inseguimento di due manager del gruppo costretti ad arrampicarsi su una griglia di ferro, con la camicia ridotta in brandelli per sfuggire (foto d'archivio).

KEYSTONE/AP/JACQUES BRINON

(sda-ats)

Rinviato a settembre il processo ai dipendenti dell'Air France finiti alla sbarra per l'aggressione a due manager del gruppo nell'episodio di cui tutti parlano come quello della "camicia strappata".

Il processo si è aperto questa mattina al tribunale di Bobigny, nella banlieue di Parigi, ma su richiesta della difesa la Corte ha deciso di rinviarlo al 27 e 28 settembre. Davanti a una situazione già particolarmente pesante per le mobilitazioni sindacali contro la riforma del lavoro alcuni tirano un sospiro di sollievo, considerando che in questo momento non era il caso di far salire ulteriormente la tensione con un processo che avrebbe rischiato di infiammare ancora di più il confronto tra le parti sociali.

In tribunale erano stati convocati sedici dipendenti del gruppo aeronautico, cinque per "violenze di gruppo" e undici per "danneggiamenti" durante la manifestazione del 5 ottobre scorso, quando una folla inferocita di lavoratori dell'Air France partì all'inseguimento di due manager del gruppo costretti ad arrampicarsi su una griglia di ferro, con la camicia ridotta in brandelli per sfuggire. Praticamente un linciaggio le cui immagini fecero il giro del mondo. Tanto che lo stesso presidente François Hollande deplorò personalmente l'aggressione e l'impatto negativo sull'immagine della Francia.

I cinque dipendenti accusati di violenze di gruppo rischiano fino a 3 anni di prigione e 45.000 euro di multa. Ma per il verdetto bisognerà attendere la fine dell'estate.

sda-ats

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