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I promotori - tra loro il consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD) - dell'iniziativa popolare "Stop agli eccessi di Via sicura" avranno tempo fino al 3 novembre 2017 per raccogliere le 100'000 firme necessarie. Il termine è stato pubblicato oggi sul Foglio federale.

La lista per la raccolta delle firme, precisa la Cancelleria federale, soddisfa formalmente le esigenze legali.

Stando al comitato che sostiene l'iniziativa, le sanzioni per le infrazioni al codice stradale sono sproporzionate rispetto a quelle previste per altri reati. Questa iniziativa popolare servirà, a loro avviso, a far pressione su Consiglio federale e Parlamento affinché accettino un'iniziativa parlamentare di Regazzi con scopi simili.

Nel dicembre scorso il Nazionale, con 113 voti contro 72 e 4 astenuti, aveva approvato l'atto parlamentare. La competente commissione degli Stati invece ha chiesto una valutazione globale dell'efficacia di Via sicura e ha deciso all'unanimità di raccomandare la bocciatura del testo.

Se per il consigliere nazionale locarnese è giusto sanzionare severamente coloro che, guidando in modo spericolato, mettono in pericolo concretamente la vita altrui anche se non causano un incidente, lo stesso non si può dire per quei conducenti che, pur sbagliando, non mettono a repentaglio l'incolumità di chicchessia.

A detta del Ticinese, in questi casi per l'opinione pubblica è incomprensibile che un guidatore incensurato che circola oltre i limiti debba essere condannato obbligatoriamente per legge a un anno di detenzione (eventualmente con la condizionale) e al ritiro della patente per 24 mesi (senza la condizionale).

Il testo del deputato chiede quindi di sopprimere la pena minima di un anno di detenzione per i "pirati della strada" e di portare a 6 mesi la durata minima del ritiro della patente.

L'iniziativa popolare è pronta da due anni, ma l'associazione "Stop agli abusi di Via Sicura", composta essenzialmente di romandi, si è presa un po' di tempo per reclutare nuovi aderenti in Svizzera tedesca.

Via sicura, entrata progressivamente in vigore dal 2013, prevede una pena minima di un anno di prigione e la revoca della patente per due anni per gli automobilisti che sfrecciano a 100 km/h in una località abitata o a 200 km/h sull'autostrada.

sda-ats

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