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Il parlamento albanese ha votato nella notte all'unanimità, con 140 voti a favore su 140 seggi, una delle più profonde e importanti riforme mai intraprese in 26 anni di democrazia, quella sul sistema giudiziario.

Modificando quasi il 50% della propria Costituzione l'Albania apre la strada a un radicale cambiamento dell'intera architettura della magistratura, che verrà abbattuta per costruire un nuovo sistema. Oltre alle nuove istituzioni, è previsto un processo di "pulizia" tra le file dei giudici e dei procuratori, che saranno sottoposti ad una minuziosa verifica e controllo dei patrimoni e dell'attività professionale. Un'operazione che è stata affidata ad un gruppo di esperti internazionali, europei e statunitensi.

Uno dei pilastri più importanti riguarda anche la costituzione della Corte speciale e della procura speciale contro la criminalità organizzata e la corruzione, che sarà affiancata da un'apposita unità che ricalcherà il modello della Fbi statunitense. L'approvazione della riforma è stata frutto di una forte pressione internazionale, dai massimi livelli istituzionali di Bruxelles e Washington, che hanno sponsorizzato l'intero processo durato circa 20 mesi.

"Oggi abbiamo aperto il capitolo della rivoluzione del sistema di giustizia che cancellerà i magistrati corrotti", ha dichiarato in aula il premier socialista Edi Rama. "Questa è stata una vittoria dei cittadini albanesi, per una giustizia che sia al loro servizio", ha affermato dopo l'approvazione in aula il leader dell'opposizione di centro destra Lulzim Basha, finito più volte, nelle ultime settimane, nel mirino delle critiche internazionali, dopo le ripetute contestazioni avanzate mentre il processo si avviava verso la conclusione.

Con l'approvazione della riforma, Tirana spera adesso di ottenere il prossimo autunno la raccomandazione da parte della Commissione europea, per l'avvio dei negoziati di adesione.

sda-ats

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