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Partecipanti alla manifestazione

KEYSTONE/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

Un migliaio di antiabortisti (1700 secondo gli organizzatori) ha manifestato oggi sulla Piazza federale a Berna. La polizia era presente in forze per impedire scontri con giovani militanti della sinistra, che hanno comunque disturbato il meeting.

La "Marcia per la vita", che è giunta alla settima edizione e si è svolta per la prima volta a Berna con lo slogan "Degno di vita per tutta la vita", si oppone all'aborto e in particolare alla diagnosi preimpianto. Al raduno hanno partecipato persone giunte da tutte le regioni del paese, che hanno ottenuto il sostegno anche di gruppi di militanti per la protezione della vita di Polonia, Austria e Germania, indicano gli organizzatori in una nota.

L'incontro si è svolto sotto stretta sorveglianza della polizia, che ha adottato severe misure di sicurezza chiudendo tutti gli accessi alla piazza. Originariamente era previsto un corteo, ma per motivi di sicurezza tutto si svolto davanti a Palazzo federale.

Varie persone hanno preso la parola, in particolare l'ex consigliere nazionale del Giura bernese Jean-Pierre Graber (UDC), precisa il comunicato. Questi - citato nella nota - ha sottolineato che una serie di decisioni popolari degli ultimi 40 anni ha portato a rotture sempre maggiori con le norme giudaico-cristiane della protezione della vita. "Esse riguardano l'inizio della vita. Per quanto concerne la fine della vita pressioni sempre più forti mirano a fissare nella legge l'assistenza al suicidio e in certi casi persino l'eutanasia attiva", ha affermato.

Oltre un centinaio di contromanifestanti - femministe ed esponenti della sinistra - ha disturbato gli interventi con rumori assordanti utilizzando fischietti e clacson. Tra di loro vi erano anche omosessuali, che rimproverano agli attivisti cristiani posizioni omofobe.

La manifestazione, che negli ultimi anni si era svolta a Zurigo, si è conclusa con un culto interconfessionale.

sda-ats

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