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Il presidente Barack Obama

KEYSTONE/AP/CAROLYN KASTER

(sda-ats)

"Scaricate Trump": Barack Obama si rivolge pubblicamente ai repubblicani con un appello senza precedenti nella storia delle presidenziali americane, chiedendo ai dirigenti del partito rivale di essere coerenti e di ritirare l'endorsement al loro nominee.

Intanto montano le accuse della campagna della Clinton sugli hackeraggi di Mosca a favore del tycoon e sulla sua difesa da parte dell'ambasciatore russo all'Onu contro le critiche dell'Alto Commissario Onu per i diritti umani, Zeid Ra'ad al Hussein, che oggi ha definito Trump "pericoloso" per il mondo.

Dopo la diffusione del volgare video sessista, Trump appare sempre più isolato, senza alle spalle la "scuderia" di un partito ormai allo sbando, in preda ad una "guerra civile", tanto da farlo sembrare quasi un indipendente. Cresce il numero di big del Grand Old Party che lo abbandonano, circa un quarto tra senatori, deputati e governatori, secondo i media Usa.

Alcuni donatori, stando alla Nbc, avrebbero addirittura chiesto indietro i soldi versati alla sua campagna, facendole toccare così vette da farsa. Ma molti continuano a sostenerlo, come gli ex avversari delle primarie Ted Cruz e Marco Rubio, mentre altri non fanno più campagna per lui ma senza togliergli l'appoggio formale, come lo speaker della Camera Paul Ryan.

Per questo Obama ha messo il dito nella piaga durante un comizio in North Carolina: Trump "dice cose che nessuno troverebbe tollerabili, neppure se stesse facendo una richiesta di lavoro al supermercato. Il fatto è che ci sono persone che dicono 'dissentiamo profondamente, disapproviamo veramente' ma lo stanno ancora sostenendo. Pensano ancora che dovrebbe essere presidente, cosa che per me non ha senso".

Anche la campagna di Clinton sta cercando di capitalizzare le divisioni dei repubblicani e chiede loro di chiarire se sono con Trump o meno, incalzando soprattutto quelli che corrono per un seggio l'8 novembre: la speranza è quella di riconquistare non solo il Senato ma anche la Camera.

Il rischio vero è che i fan della Clinton non vadano a votare, rassicurati da sondaggi che la vedono saldamente in testa non solo a livello nazionale (+8 punti secondo l'ultima rilevazione Reuters/Ipsos) ma anche in quasi tutti gli swing state. Compreso l'Ohio, che negli ultimi decenni ha sempre 'marchiato' l'elezione del presidente e dove l'ex first lady - secondo la Baldwin Wallace University - ha un vantaggio di 9 punti.

Apparentemente contento di avere ora le mani libere e di poter fare a modo suo, Trump aumenta gli attacchi alla rivale sfruttando le rivelazioni di Wikileaks, che non bastano però ad oscurare lo scandalo del suo video, aggravato oggi dalla rivelazione che entrava nei camerini dei suoi concorsi di bellezza mentre le miss, alcune minorenni, erano nude. Anzi, la campagna della Clinton ne approfitta per rilanciare le accuse di un Trump aiutato dalla Russia, addirittura "informato preventivamente della fuga di notizie".

Accuse corroborate dal duello all'Onu sul magnate. "Se Trump fosse eletto sarebbe pericoloso da un punto di vista internazionale", ha ribadito l'Alto Commissario per i diritti umani, definendo "profondamente inquietanti e preoccupanti" le sue dichiarazioni sulla tortura e sugli immigrati. "Non spetta a lui criticare capi di stato stranieri e governi per le loro politiche, pensi alle sue competenze", ha replicato l'ambasciatore russo alle Nazioni Unite Vitali Churkin. Una difesa d'ufficio che lo staff della Clinton trova "non solo strana, ma spaventosa: il candidato di uno dei partiti principali per la presidenza degli Stati Uniti è protetto dal Cremlino. Wow".

A Trump non resta che evocare lo spettro di "elezioni truccate" invitando lo zoccolo duro del suo elettorato ad andare a votare (con gaffe sulla data) e confidando in qualche isolata e disperata contestazione. Come lo slogan 'Bill è uno stupratore' gridato o esibito sulla t-shirt da qualche suo fan ai comizi di Obama, di Hillary e dello stesso Bill.

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SDA-ATS