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Patrick Odier (foto d'archivio)

Keystone/WALTER BIERI

(sda-ats)

All'assemblea generale dell'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) di stasera il presidente Patrick Odier passerà, dopo sette anni in carica, il testimone a Herbert Scheidt.

In occasione della sua ultima conferenza stampa il ginevrino ha sostenuto che la piazza finanziaria elvetica ha compiuto con successo un cambio di paradigma. Tuttavia vi sono già nuove sfide che aspettano il settore.

Il presidente uscente ha sottolineato che il passaggio allo scambio automatico di informazioni è proceduto positivamente e contrariamente a quanto temuto da molti non ha condotto a un deflusso in grande stile di patrimoni. Che la reputazione della Svizzera quale piazza finanziaria sicura sia intatta lo dimostra anche l'evoluzione costante da anni dei fondi gestiti.

In soli sette anni la difesa ad oltranza del segreto bancario si è trasformata in un'accettazione del tutto naturale dello scambio automatico di informazioni che va di pari passo con il nuovo principio di una conformità fiscale generalizzata, ha affermato Odier davanti ai media a Zurigo.

Egli si è detto soddisfatto del suo operato, perché la piazza finanziaria svizzera, nonostante numerose sfide, ha sempre adempiuto in qualsiasi momento alla sua funzione principale, approvvigionando costantemente l'economia e i privati con il capitale necessario. In numerosi altri paesi non è sempre stato il caso, in particolare durante la crisi dei subprime e quella dei debiti pubblici.

Odier ha poi respinto le critiche secondo cui sotto la sua guida l'ASB avrebbe dovuto agire in maniera più compatta e parlare con una sola voce: la Svizzera si trovava sotto forte pressione internazionale e ha dovuto trovare entro pochissimo tempo una nuova strategia per il futuro della sua piazza finanziaria. Ciò è stato possibile senza processi caotici di adeguamento e con una protezione sufficiente per la clientela, ed egli ne è fiero, ha sottolineato il ginevrino.

Nonostante siano state poste le basi per l'orientamento della piazza finanziaria alla conformità fiscale il suo successore non potrà riposare sugli allori. Odier ha accennato a svariate sfide: la digitalizzazione dei processi, il riciclaggio di denaro, l'accesso al mercato unico europeo - in questo ambito egli ha ammesso che il raggiungimento di un accordo con Bruxelles sui servizi finanziari nel clima attuale è praticamente impossibile - e la salvaguardia dell'attrattiva della Svizzera in relazione agli elevati costi dovuti alla regolamentazione.

Odier ha avvertito che nella classifica del Forum economico mondiale (WEF) sugli ostacoli regolamentatori la Confederazione è già scivolata dall'11esimo rango nel 2009 al 17esimo nel 2013. Anche nell'indice della Banca mondiale sul clima degli affari la Svizzera è scesa in un decennio dall'11esima posizione alla 26esima quest'anno.

All'assemblea generale - più nota come Giornata dei banchieri - sono attesi oltre 470 ospiti.

sda-ats

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