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Il partito liberale radicale auspica misure concrete per far fronte al previsto aumento delle domande d'asilo. Serve uno statuto di protezione temporanea, accordi di riammissione e convenzioni di integrazione, afferma la formazione di Petra Gössi.

Il numero di richiedenti asilo è aumentato notevolmente in Europa l'anno scorso ed è quasi certo che anche la Svizzera sarà toccata, si legge in un comunicato diramato in margine a una conferenza stampa odierna a Berna.

Il PLR richiede un adattamento dello statuto di ammissione temporanea: i profughi di guerra e le persone provenienti da regioni instabili non devono più godere di tale status, bensì di uno statuto di protezione temporanea. Altrimenti la generosa politica della Confederazione sul riconoscimento dei rifugiati e la concessione di permessi di soggiorno per i profughi ammessi provvisoriamente rischiano di generare costi enormi per i cantoni e i comuni. A questo proposito secondo il PLR è necessario che il principio di causalità sia rafforzato, di modo che la Confederazione dia prova di prudenza nella concessione di ammissioni provvisorie.

Inoltre numerose persone accolte provvisoriamente non lasciano il Paese e le misure coercitive sono onerose e sensibili sul profilo dei diritti umani. Il partito liberale radicale esige perciò un rafforzamento della cooperazione allo sviluppo con i principali Paesi di origine dei richiedenti. L'obiettivo è la conclusione di nuovi accordi di riammissione.

Le persone che vogliono vivere nella Confederazione devono inoltre rispettare la Costituzione, le leggi e i costumi locali. Servono convenzioni di integrazione da sottoscrivere al momento della concessione o della proroga del permesso di soggiorno. Se gli interessati non rispetteranno questi accordi si vedranno ritirare l'autorizzazione di dimora.

sda-ats

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