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Centro richiedenti asilo: i cittadini di Seelisberg (UR) non vogliono saperne.

KEYSTONE/URS FLUEELER

(sda-ats)

Il comune urano di Seelisberg - 700 abitanti sulle rive del Lago dei quattro cantoni - non vuol proprio saperne di un centro per richiedenti asilo sul suo territorio. La popolazione ha impedito ieri sera perfino la presentazione del progetto.

Per spiegare ai circa 400 cittadini presenti all'incontro pubblico le modalità del progetto, è intervenuta la consigliera di Stato Barbara Bär (PLR), responsabile del dicastero opere sociali, accompagnata da funzionari cantonali e rappresentati della Croce Rossa.

Il centro d'accoglienza per una sessantina di persone dovrebbe aprire le porte a settembre, nell'ex albergo Löwen, ma non appena la Bär ha aperto bocca, è stata interrotta dalla portavoce di un'associazione contraria al centro, che ha contestato alla consigliera di Stato una mancanza di rispetto, in quanto il comune è stato posto davanti al fatto compiuto, approfittando delle vacanze estive.

Seelisberg vive di turismo e non è xenofoba, ha affermato il granconsigliere Oswald Ziegler (PPD), ma il comune non può sopportare 60 richiedenti asilo, rischia la rovina. Un altro cittadino ha proposto la distribuzione dei rifugiati nei venti comuni urani, in modo proporzionale.

A questo punto, in chiaro segno di malcontento, i cittadini hanno abbandonato a poco a poco la sala e soltanto in pochi sono rimasti ad ascoltare Barbara Bär, la quale - visibilmente delusa e contrariata - si è fatta convincere dal sindaco Karl Huser-Lüönd a rinunciare definitivamente alla presentazione del progetto.

Ha tuttavia fatto sapere all'ats che non intende abbandonare l'idea del centro di accoglienza a Seelisberg: convocherà una tavola rotonda con rappresentanti del Cantone, del comune e delle associazioni.

sda-ats

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