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Non c'è nessun collegamento diretto tra la Svizzera e gli attentati di Bruxelles del 22 marzo. Lo ha affermato ai microfoni della radio della Svizzera tedesca Nicoletta della Valle, direttrice dell'Ufficio federale di polizia (Fedpol).

Come sempre, in occasione di simili eventi, è stata attivata la speciale task force antiterrorismo TETRA, coordinata dalla stessa della Valle. Le autorità svizzere si sono messe in contatto con quelle belghe procedendo a un intenso scambio di informazioni, ma non sono risultati elementi che lascino pensare a un qualsiasi rapporto tra gli attentati e la Svizzera.

Nell'intervista condotta nell'ambito della trasmissione Samstagsrundschau di Radio SRF, la direttrice di Fedpol ha anche indicato che nel "radar" del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) ci sono attualmente da 200 a 300 persone "radicalizzate" nelle cui "prospettive" ci sono lo Stato islamico (Isis) e la jihad, la guerra santa islamica. Si tratta di persone che "in qualche modo" hanno attirato l'attenzione dei servizi segreti per il loro comportamento, per esempio con post di simpatia per l'Isis su Facebook.

http://www.srf.ch/sendungen/samstagsrundschau/nach-bruessel-wie-sicher-ist-die-schweiz

sda-ats

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