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Gli arresti compiuti nel fine settimana a Vienna e a Neuss, in Germania, sono legati alla vicenda di un 12enne fermato lo scorso novembre perché sospettato di aver programmato un attentato con una bomba nascosta in uno zaino in Germania.

KEYSTONE/AP/RONALD ZAK

(sda-ats)

Gli arresti compiuti nel fine settimana a Vienna e a Neuss, in Germania, sono legati alla vicenda di un 12enne (e non un 14enne come si credeva in un primo tempo) fermato lo scorso novembre perché sospettato di aver programmato un attentato.

Più precisamente un attacco con una bomba nascosta in uno zaino a Ludwigshafen, nel sudovest della Germania.

Lo riferisce Focus online citando fonti giudiziarie. Sarebbe lui il ragazzino con cui aveva avuto contatti il 17enne austriaco di origine albanese, Lorenz K., arrestato a Vienna venerdì con l'accusa di aver pianificato un attentato nella metropolitana della capitale. L'interrogatorio di Lorenzo K. avrebbe poi condotto gli inquirenti sulle piste del 21enne arrestato a Neuss, Kevin T., che secondo la procura di Düsseldorf aveva ospitato per due settimane a fine dicembre il giovane arrestato a Vienna.

Il caso del 12enne, un tedesco-iracheno, aveva suscitato clamore lo scorso novembre. Era stato fermato dopo che un passante aveva scoperto uno zaino incustodito nei pressi del municipio e del mercatino di Natale di Ludwigshafen. Nello zaino c'era un ordigno che non era esploso per un difetto della miccia. Il ragazzo, indicato come "fortemente radicalizzato" era stato probabilmente "istigato o guidato" da "un ignoto militante dell'Isis", aveva riportato allora Focus. Il ragazzino, essendo non perseguibile, era stato affidato a un istituto di recupero.

Altri media tedeschi forniscono nel frattempo ulteriori dettagli sul 21enne di Neuss, Kevin T.: avrebbe fatto parte "del gruppo del salafita Sven Lau" che qualche anno fa distribuì il Corano gratis in alcune città del Nordreno-Vestfalia. Lo riportano la Süddeutsche Zeitung e la Bild. Il tabloid scrive che la procura di Düsseldorf "sta valutando un video", girato da un "vicino di casa", nel quale Kevin T. "sventolerebbe una bandiera dell'Isis".

Bild aggiunge di aver contattato il padre, il quale avrebbe raccontato che il figlio "era nato cattolico" e poi si sarebbe "convertito tre anni fa all'islam" assieme alla sua fidanzata Fatma, nel frattempo diventata sua moglie dopo un rito prima civile e poi islamico. Fatma, che era solita "girare con il velo integrale", era stata anche lei arrestata sabato e poi rilasciata.

Nell'interrogatorio di oggi, Kevin T. ha ammesso di aver conosciuto il giovane arrestato in Austria, di essere un fedele islamico ma ha negato di aver mai avuto a che fare con l'Isis, ha reso noto nel pomeriggio la procura di Düsseldorf. È sospettato di aver ipotizzato un attentato a soldati o poliziotti tedeschi, scrive la Bild, ma nella perquisizione in casa non sono state trovate né armi né esplosivo.

SDA-ATS