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Un candidato all'asilo somalo è stato condannato a 13 anni di reclusione per aver ucciso nel 2012 un giovane algerino durante un violento litigio scoppiato nel centro per asilanti a Gampelen (BE).

A Bienne, il tribunale regionale Giura bernese-Seeland lo ha riconosciuto oggi colpevole di omicidio intenzionale.

Il somalo, che attualmente ha 35 anni, aveva colpito con un'arma da taglio (un coltello da cucina con una lama di 15 centimetri) per 12 volte il giovane algerino nella sala della televisione del centro per asilanti. Due ferite erano risultate mortali.

Durante il processo, l'accusato ha affermato di aver colpito la vittima due volte e non dodici e di non aver avuto l'intenzione di uccidere. Secondo la giustizia, al momento dei fatti l'uomo aveva un tasso di alcolemia del 2,5 per mille.

Il Ministero pubblico aveva chiesto 15 anni per omicidio intenzionale e la difesa 4 anni per lesioni gravi. Nella sua sentenza, il tribunale ha ritenuto che l'imputato avesse una responsabilità più che leggermente scemata.

La giustizia ha associato la pena detentiva a un provvedimento terapeutico per curare i problemi psichici e la dipendenza all'alcool di cui soffre il condannato. Il processo non è riuscito a stabilire il motivo dell'accaduto.

sda-ats

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