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Il Belgio congela i beni di dodici terroristi. Il nome più conosciuto della lista è quello di Mohamed Abrini, 'l'uomo col cappello' dell'attentato all'aeroporto di Bruxelles-Zaventem, del 22 marzo.

Dell'elenco fanno parte anche Nourredine Abraimi e Mohamed Darrazi, entrambe legati alla cosiddetta cellula di Verviers, smantellata a gennaio 2015; Fatima e Youssef Bazarouj, entrambe radicalizzati, residenti a Molenbeek e ritenuti vicini a Salah Abdeslam, partiti per la Siria con i figli di tre e cinque anni.

Tra i nomi compaiono anche quelli di giovani andati a combattere col califfato, come Nabil Kasmi, di Anversa, membro della Sharia4Belgium o Jamal El Koua, che si è fatto spesso fotografare in compagnia di Abdelhamid Abaaoud.

Il Belgio aveva adottato una norma che permette di attivare il meccanismo già nel 2006 (in recepimento di una risoluzione dell'Onu del 2001) ma è stato solo nell'aprile scorso, dopo gli attentati a Bruxelles, che il governo ha deciso di mettere in campo la misura.

sda-ats

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