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Un 31enne svizzero è processato da oggi dal Tribunale penale di Basilea Campagna a Muttenz per un commercio illegale di oggetti antichi, in particolare monete. I dibattimenti dovrebbero durare cinque giorni. La sentenza è attesa per il 12 ottobre.

L'uomo era stato arrestato a fine aprile 2012. In perquisizioni condotte in stabili e in cassette di sicurezza bancarie in Svizzera, Germania e Austria erano stati sequestrati circa 14'300 monete e altri 2500 oggetti antichi.

L'imputato, che ai tempi era studente di diritto e viveva nel cantone di Basilea Campagna, aveva allestito un commercio professionale via internet che gli avrebbe fruttato tra il 2008 e il marzo 2012 circa 637'000 franchi, secondo l'atto d'accusa.

Gli oggetti venduti - monete greche, romane e bizantine ma anche bracciali o punte di frecce - se li era procurati durante viaggi in Turchia, Serbia e Austria, pagandoli in tutto almeno 117'000 franchi a contadini o altri offerenti regionali. L'imputato era inoltre in contatto a Vienna con una serie di fornitori. Nella sua banca dati figuravano i nomi di ben 5000 clienti.

Su di lui pendono le imputazioni di ricettazione, riciclaggio di denaro e infrazioni contro la legge federale sul trasferimento internazionale dei beni culturali (LTBC). Gli oggetti commerciati provenivano da scavi e commercio illegali, secondo l'accusa. Una parte veniva direttamente importata in Svizzera dall'imputato, un'altra gli veniva recapitata.

L'uomo ha ammesso in gran parte i fatti in aula, affermando che sin da bambino si era interessato alle monete antiche. Toglierle di persona dalla terra e comprarle in loco è assai più affascinante che acquistarle da commercianti o ad aste, ha aggiunto. L'imputato ha peraltro contestato che disseppellire monete sia un'attività illegale. A suo avviso si tratta di "oggetti senza padrone" e gli Stati non hanno alcun diritto su di essi.

Sempre secondo l'accusa gli oggetti in questione venivano commerciati su diverse piattaforme internet utilizzando diversi nomi di utente o su siti web propri o via email. I pagamenti avvenivano tramite conti presso diverse banche in Svizzera, Germania e Austria. L'uomo aveva anche un conto in Turchia.

Il suo arresto era avvenuto dopo una denuncia del Servizio specializzato nel trasferimento internazionale dei beni culturali, che dipende dall'Ufficio federale della cultura ed è stato designato dal primo giugno 2005 per l'esecuzione della LTBC.

L'imputato ha concluso gli studi con un bachelor ma attualmente vive a suo dire per lo più ritirato con la moglie "nelle montagne svizzere", dove campa di lavoretti e vendendo cristalli online. Il reddito famigliare mensile ammonterebbe a meno di 1000 franchi al mese.

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SDA-ATS