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L'imprenditoria cinese in Italia ha registrato una forte crescita, +32% negli ultimi 5 anni, e sono in calo le rimesse verso il Paese d'origine, segno anche di un maggior investimento nel nostro Paese.

I dati emergono da una ricerca della Fondazione Leone Moressa che ha analizzato il valore economico dei cinesi in Italia, rilevando che contribuiscono all'economia con 6 miliardi di Pil e 250 milioni di euro di Irpef.

I cittadini cinesi regolari residenti in Italia a gennaio 2016 sono 271 mila, pari al 5,4% del totale degli stranieri. La componente femminile si attesta al 49,4%. A livello territoriale, in termini assoluti la regione con più cinesi è la Lombardia (62 mila).

La Toscana è la regione in cui i cinesi costituiscono la componente più rilevante rispetto alla popolazione immigrata (11,6%). Secondo la Fondazione Leone Moressa, si può stimare un valore aggiunto per il 2015 di circa 6 miliardi di euro.

Gli imprenditori nati in Cina rappresentano il 10% degli imprenditori stranieri totali. Negli ultimi 5 anni è una delle comunità con il più forte incremento (+32%), pari a 16 mila unità in più rispetto al 2010. Molto forte la presenza femminile (45,5%). Il gettito Irpef prodotto è di 250 milioni di euro, con una media pro-capite di circa 2.700 euro annui.

Se il totale dei nati fuori dall'Italia ha subito nell'ultimo anno un lieve calo nel gettito Irpef (-0,1%), la Cina ha fatto segnare un +6,5% nel numero di contribuenti e +11,9% nel volume Irpef. La Cina, che fino a pochi anni fa era la meta principale delle rimesse, ha subito un calo molto significativo ed oggi raccoglie appena un decimo del volume totale.

Flussi diminuiti sensibilmente nell'ultimo anno (-31,9%), ma ancor di più se consideriamo gli ultimi cinque anni (-71,4%). Questo dato può significare - secondo lo studio -, da un lato, la maggiore propensione degli immigrati cinesi ad investire in Italia ma anche l'intensificarsi dei controlli sulle transazioni, volti a diminuire gli utilizzi impropri di questo canale.

sda-ats

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