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La borsa svizzera chiude anche la seconda seduta settimanale in ribasso. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8623,97 punti, in flessione dello 0,47% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI, meno interessato dal calo dei big farmaceutici, ha contenuto la perdita allo 0,31%, scendendo a 9507,79 punti.

Stando agli specialisti l'atmosfera di fondo non era comunque eccessivamente negativa. Semplicemente "l'aria si è fatta un po' più rarefatta e qua e là qualcuno ha incassato", ha spiegato un operatore. Il mercato mostra però la sua forza, perché i realizzi di guadagno vengono bene assorbiti. "La liquidità è presente e gli investitori aspettano solo il momento giusto per rientrare sul mercato".

In primo piano rimane sempre la politica monetaria. La Federal Reserve ha preparato i mercati all'aumento dei tassi: per sapere se agirà già il 15 gennaio tutti attendono la pubblicazione, venerdì, del rapporto mensile sul lavoro. E fino ad allora c'è da scommettere che la parola d'ordine sarà prudenza.

Nessuno scossone è giunto con la diffusione di alcuni dati congiunturali americani. In Europa si è guardato agli ordini dell'industria tedesca in gennaio, che hanno subito il calo più forte dal 2009.

Sull'SMI ha pesato l'arretramento di Novartis (-1,64% a 75,05 franchi) e Roche (-0,81% a 258,50 franchi), che hanno sofferto in seguito a un tweet diffuso dal presidente americano Donald Trump: il nuovo inquilino della Casa Bianca ha auspicato maggiore concorrenza nel comparto farmaceutico e ha promesso che i prezzi caleranno. Più ispirato si è rivelato per contro il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (+0,33% a 75,45 franchi).

Si sono come ieri confermati deboli i bancari UBS (-0,75% a 15,90 franchi), Credit Suisse (-0,39% a 15,21 franchi) e Julius Bär (-0,79% a 48,70 franchi). Interessati dalle vendite sono stati anche gli assicurativi Zurich (-1,02% a 280,20 franchi), Swiss Life (-0,25% a 322,50 franchi) e Swiss Re (-0,22% a 90,00 franchi).

Maggior vigore è stato mostrato dai valori più sensibili ai cicli economici come ABB (+0,22% a 22,84 franchi), Adecco (+0,14% a 70,30 franchi), LafargeHolcim (+0,51% a 58,65 franchi) e Geberit (+0,21% a 438,70 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+0,50% a 340,40 franchi) e Richemont (+0,13% a 75,60 franchi) si sono confermati in recupero rispetto a tempi recenti.

Swisscom (-0,29% a 445,20 franchi) ha subito un giudizio negativo di JP Morgan. Completano lo scacchiere dei 20 titoli principali Actelion (+0,18% a 274,00 franchi), Givaudan (-0,44% a 1815,00 franchi), SGS (+0,09% a 2118,00 franchi) e Syngenta (-0,45% a 437,80 franchi)

Ancora più interessante si è rivelato però oggi il mercato allargato, con gli analisti che hanno dovuto digerire un'ondata di risultati aziendali. Hanno informato sull'andamento degli affari e sulla politica dei dividendi Lindt & Sprüngli (+1,07% a 66'245,00 franchi), PSP (-3,78% a 90,45 franchi), Bucher (+0,53% a 285,00 franchi), Santhera (+3,10% a 76,40 franchi), Forbo (+8,20% a 1505,00 franchi) e VP Bank (+3,93% a 121,60 franchi).

Da parte sua Logitech (+1,19% a 29,75 franchi) ha presentato nuovi obiettivi finanziari e ha annunciato un programma di riacquisto di azioni. Also (+5,71% a 122,10 franchi) ha invece reso nota una vasta cooperazione con Media Markt.

SDA-ATS