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La Borsa svizzera termina la settimana con una seduta in ribasso: l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 8130,44 punti, in calo dello 0,66% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,62% a 8850,97 punti.

Il mercato ha confermato una tendenza di fondo negativa che ha contraddistinto tutte le sedute settimanali ad eccezione di quella di giovedì.

Oggi la notizia del giorno era rappresentata dai 14 miliardi di dollari che il Dipartimento di giustizia americano chiede a Deutsche Bank per archiviare un'indagine relativa ai mutui subprime: l'istituto ha detto di confidare di riuscire a pagare molto meno, ma la vicenda ha avuto un forte impatto su tutte le piazze europee.

Lo sguardo degli investitori è inoltre già rivolto anche alle riunioni delle banche centrali di Giappone e Usa, la settimana prossima. Un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve viene considerato sempre meno probabile. Anche l'aumento più marcato del previsto dell'inflazione in agosto segnalato oggi negli Usa non ha scalfito questa convinzione.

In generale però la seduta è apparsa tranquilla, nonostante oggi fosse il "giorno delle streghe": il penultimo venerdì alla fine di ogni trimestre scadono infatti numerosi futures e opzioni su indici e azioni, ciò che provoca spesso un aumento degli scambi e sbalzi non indifferenti.

L'impatto dei problemi di Deutsche Bank non è mancato sui bancari UBS (-2,53% a 13,47 franchi), Credit Suisse (-3,97% a 12,82 franchi) e - in misura minore - Julius Bär (-1,65% a 41,60 franchi). Le vendite del comparto finanziario hanno interessato anche gli assicurativi Zurich (-1,49% a 252,00 franchi), Swiss Life (-1,16% a 247,10 franchi) e Swiss Re (-1,24% a 83,95 franchi).

Male orientati si sono rivelati pure i valori più sensibili ai cicli economici come Adecco (-1,20% a 53,65 franchi), Geberit (-0,50% a 419,70 franchi), ABB (-0,83% a 21,48 franchi) - un terzo grande investitore si è espresso su un possibile scorporo della divisione delle tecniche della rete - e LafargeHolcim (-2,20% a 49,24 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (-1,57% a 256,80 franchi) è arretrato più di Richemont (-0,18% a 56,35 franchi), interessata anche da un cambiamento di obiettivo di corso da parte di Citigroup.

Il titolo maggiormente performante è stato oggi Swisscom (+0,93% a 467,70 franchi). Si sono ben difesi anche i valori farmaceutici Roche (+0,25% a 240,10 franchi), Novartis (invariata a 77,55 franchi) - che ha presentato buoni risultati clinici relativi al nuovo farmaco AMG334/Erenumab - e Actelion (+0,18% a 165,60 franchi). Nestlé (-0,90% a 76,75 franchi) si è per contro lasciata trascinare dalla corrente generale.

Completano lo scacchiere delle blue chip Givaudan (-0,79% a 1999,00 franchi), SGS (-0,79% a 2135,00 franchi) e Syngenta (-0,19% a 427,20 franchi).

Nel mercato allargato hanno presentato i risultati semestrali Aevis Victoria (+3,32% a 59,15 franchi) e SHL (-1,16% a 6,82 franchi). Logitech (-0,70% a 21,25 franchi) ha reso nota un'acquisizione negli Usa.

sda-ats

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