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La borsa svizzera chiude la settimana con una seduta nettamente in ribasso: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 7960,85 punti, in flessione dell'1,71% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso l'1,48% a 8566,82 punti.

A pesare sull'umore degli investitori sono stati i timori per gli sviluppi della congiuntura mondiale, alimentati oggi da deludenti dati macroeconomici americani: la crescita dei consumi è rallentata e la fiducia dei consumatori è apparsa in calo. Wall Street si è quindi orientata al rosso, dopo aver già perso terreno ieri dopo le ultime decisioni di politica monetaria della Federal Reserve e della Banca centrale giapponese.

"Ci apprestiamo ad entrare in maggio, che tradizionalmente è considerato il peggior mese per le borse", ha commentato un operatore, senza mancare di citare uno dei più famosi proverbi del ramo, "sell in may and go away" (vendi a maggio e vai via). Il mercato elvetico è così scivolato sotto la soglia di 8000 punti SMI, importante sia dal profilo tecnico che da quello psicologico.

Per quanto riguarda i singoli titoli gli occhi erano puntati su Credit Suisse (-4,08% a 14,57 franchi), che teneva l'assemblea generale, e su Swiss Re (-3,73% a 85,10 franchi), che ha presentato i trimestrali. Il CEO della seconda banca elvetica Tidjane Thiam ha messo in guardia sull'impatto finanziario che avranno i costi di ristrutturazione sull'esercizio 2016. La compagnia di riassicurazione ha da parte sua diffuso cifre bene accolte dagli analisti: il titolo però dopo un avvio favorevole ha virato in negativo. Nello stesso comparto finanziario le vendite hanno peraltro interessato pure UBS (-1,19% a 16,60 franchi), Julius Bär (-2,19% a 41,01 franchi), Zurich (-1,11% a 214,70 franchi) e Swiss Life (-0,74% a 242,10 franchi).

Male orientati si sono rivelati anche i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,98% a 20,28 franchi), LafargeHolcim (-0,12% a 48,57 franchi), Adecco (-4,19% a 61,75 franchi) - scambiata senza dividendo - e Geberit (-0,89% a 368,30 franchi). Nel segmento del lusso Richemont (-1,77% a 63,80 franchi) si è rivelata ancora meno tonica di Swatch (-0,70% a 327,60 franchi). Non sono sfuggiti alla tendenza generale i pesi massimi difensivi Nestlé (-1,38% a 71.50 franchi), Novartis (-2,14% a 73,20 franchi) e Roche (-1,94% a 242,50 franchi).

Il quadro delle blue chip va completato con Actelion (-0,51% a 155,00 franchi), Givaudan (-0,89% a 1890,00 franchi), SGS (-1,40% a 2111,00 franchi), Swisscom (-0,80% a 486,50 franchi) e Syngenta (-1,36% a 384,00 franchi).

Nel mercato allargato EFG International (-1,80% a 5,99 franchi) ha lanciato un avvertimento sugli utili nel primo trimestre.

sda-ats

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