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La mattinata prosegue in ribasso per la borsa svizzera: alle 11.40 l'indice dei valori guida SMI segnava 7671,17 punti, in flessione dell'1,43% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva l'1,44% a 8314,55 punti.

Il mercato conferma il trend negativo delle ultime sedute, sulla scia dei timori per una possibile Brexit. Gli investitori non intendono inoltre impegnarsi prima di conoscere gli ultimi orientamenti della Federal Reserve americana, che comunicherà le sue decisioni domani. Giovedì sarà poi il turno della Banca nazionale svizzera: è atteso lo status quo. Il nervosismo è testimoniato anche dall'indice di volatilità, salito ai massimi da febbraio.

A livello di singoli titoli protagonista negativo è ancora una volta Credit Suisse (-2,96%), che la settimana scorsa ha già lasciato sul terreno il 7% e che dall'inizio dell'anno è arretrata del 45%. Le vendite interessano anche gli altri due bancari, UBS (-2,57%) e Julius Bär (-2,63%), come pure gli assicurativi Zurich (-0,36%), Swiss Life (-1,94%) e Swiss Re (-1,65%).

In netto calo sono anche i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-1,67%), Adecco (-1,94%), Geberit (-1,10%) e LafargeHolcim (-2,21%). Nel segmento del lusso Swatch (-1,84%) si muove solo poco meglio di Richemont (-2,52%). Non sfuggono alla tendenza generale i pesi massimi difensivi Nestlé (-1,13%), Novartis (-1,86%) e Roche (-0,94%).

Nel mercato allargato occhi puntati su Dätwyler (-4,07%), che ha annunciato un'importante acquisizione in Gran Bretagna. Ancora più in difficoltà è GAM (-16,24%), che ha lanciato un avvertimento sugli utili.

sda-ats

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