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La giornata prosegue in chiaro ribasso alla borsa svizzera: alle 15.15 l'indice dei valori guida SMI segnava 7648,32 punti, in flessione dell'1,08% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva l'1,04% a 8181,99 punti.

Anche l'apertura di Wall Street è attesa negativa. "Il continuo tira e molla sull'eventualità di un aumento dei tassi negli Usa rende insicuri gli investitori", ha commentato un operatore. Il nervosismo è testimoniato pure dall'aumento dell'indice di volatilità.

Non aiutano inoltre gli ultimi dati congiunturali, con l'inaspettato calo degli ordini industriali in Germania e il deficit commerciale americano ai massimi da sei mesi. Gli interrogativi sulla ripresa mondiale sono alimentati anche dal calo del prezzo del petrolio.

Per quanto riguarda i singoli titoli sotto pressione sono i bancari UBS (-2,75%), Credit Suisse (-4,58%) - che soffre anche per un commento negativo di BNP Paribas - e Julius Bär (-2,77%). In tutta Europa pesano i timori legati alla solidità degli istituti e alla loro capacità di produrre profitti, a cui si aggiunge ora anche la nuova grana dei "Panama Papers". Le vendite del comparto finanziario interessano anche gli assicurativi Zurich (-2,90%), Swiss Life (-1,47%) e Swiss Re (-1,37%).

Male orientati sono pure i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-2,24%), Adecco (-2,61%), Geberit (-1,41%) e LafargeHolcim (-2,07%). Nel segmento del lusso Swatch (-2,40%) è ancora meno tonica di Richemont (-1,61%). Una certa resistenza viene offerta almeno in parte dai pesi massimi difensivi Nestlé (-0,84%), Novartis (-0,50%) e Roche (-0,17%).

Nel mercato allargato ha informato sull'andamento degli affari Repower (-2,22%), che presto uscirà dalla borsa. Schindler (-2,16%) ha comunicato la cessione di attività in Giappone al concorrente Otis.

sda-ats

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