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La borsa svizzera rimane orientata al ribasso: alle 15.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 7686,35 punti, in flessione dell'1,23% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva l'1,19% a 8335,55 punti.

Il mercato conferma il trend negativo delle ultime sedute, sulla scia delle conseguenze di una possibile Brexit, dei timori sullo stato della congiuntura e delle incertezze legate alla politica monetaria della Federal Reserve, che domani comunicherà le sue ultime decisioni.

"Gli investitori appaiono sempre più nervosi e sono alla ricerca di sicurezza", ha commentato un operatore. La delicatezza della situazione è testimoniata anche dall'indice di volatilità, salito ai massimi da febbraio. Gli ultimi dati macro americani non hanno per contro praticamente influenzato i corsi.

A livello di singoli titoli protagonista negativo rimane Credit Suisse (-2,03%), che la settimana scorsa ha già lasciato sul terreno il 7% e che dall'inizio dell'anno è arretrata del 45%. Le vendite interessano anche gli altri due bancari, UBS (-0,66%) e Julius Bär (-2,51%). Fra gli assicurativi solo Zurich (+0,50%) si smarca, mentre Swiss Life (-1,42%) e Swiss Re (-1,10%) seguono la corrente generale.

In calo sono i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-1,06%), Adecco (-1,94%), Geberit (-0,74%) e LafargeHolcim (-1,91%). Nel segmento del lusso Swatch (-2,29%) è ancora meno tonica di Richemont (-1,65%). Non riescono a frenare l'evoluzione in atto i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,92%), Novartis (-1,40%) e Roche (-1,34%).

Nel mercato allargato occhi puntati su Dätwyler (-2,14%), che ha annunciato un'importante acquisizione in Gran Bretagna. Assai più in difficoltà è GAM (-17,99%), che ha lanciato un avvertimento sugli utili.

sda-ats

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