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La borsa svizzera sta confermando nel pomeriggio il suo timido rialzo: alle 15.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 7694,46 punti, in progressione dello 0,27% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI guadagnava lo 0,22% a 8226,88 punti.

Il mercato prende atto con favore della ripresa del prezzo del petrolio e si appresta a terminare per la seconda seduta consecutiva in positivo. Dopo tre settimane di ribassi è però ancora troppo presto per dire se in questi cinque giorni vi sarà un cambiamento di tendenza.

Sull'umore degli investitori pesano infatti i timori circa la congiuntura mondiale, alimentati anche dalle ultime dichiarazioni della direttrice del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde. Sullo sfondo rimane inoltre l'incognita dei tempi di rialzo dei tassi di interesse negli Usa: stasera la Federal Reserve pubblicherà i verbali della seduta di marzo e molta attenzione sarà prestata anche a un discorso che terrà Loretta Mester, della Fed di Cleveland.

Per quanto concerne i singoli titoli dopo una buona partenza si stanno spegnendo i bancari UBS (-0,55%), Credit Suisse (-0,85%) e Julius Bär (-0,44%), già protagonisti ieri di una difficile giornata. Nel comparto assicurativo stanno ripiegando Zurich (-0,56%), Swiss Life (-1,33%) e Swiss Re (-0,52%).

Male orientati sono i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,71%), Adecco (-0,73%), Geberit (-1,01%) e soprattutto LafargeHolcim (-3,49%), che soffre per un cambiamento di raccomandazione di HSB. Nel segmento del lusso Swatch (-0,82%) sembra solo poco più ispirata di Richemont (-1,71%).

Svolgono un'importante funzione di traino i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,63%), Novartis (+0,94%) e Roche (+0,76%).

Movimenti importanti vengono osservati nel mercato allargato: sono stati accolti bene i risultati semestrali di Barry Callebaut (+9,65%), superiori alle previsioni, mentre Vaudoise (-3,17%) ha annunciato un utile 2015 in netto calo.

sda-ats

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