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Dopo un inizio in timido rialzo la borsa svizzera ha virato in negativo: alle 11.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 8074,80 punti, in flessione dello 0,43% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI guadagnava lo 0,36% a 8650,76 punti.

Gli investitori si mostrano prudenti, in attesa di conoscere gli ultimi orientamenti della Federal Reserve e dalla Bank of Japan, i cui vertici si riuniranno rispettivamente mercoledì e giovedì.

Gli analisti prevedono che la BoJ estenda leggermente il programma di quantitative easing per frenare l'apprezzamento dello yen e che una Fed cautissima rimandi ancora una volta il rialzo dei tassi. Del resto il cruciale dato sul Pil americano del primo trimestre, che si preannuncia deludente, sarà pubblicato solo il giorno successivo.

Sul fronte interno la stagione dei risultati aziendali osserva una pausa, in attesa di ripartire domani. Gli occhi sono puntati su Novartis (+0,07%) e Roche (-0,91%): secondo la SonntagsZeitung il primo gruppo sarebbe intenzionato a cedere la sua partecipazione nell'azienda concorrente. Sempre in ambito farmaceutico si muove per contro bene Actelion (+1,82%).

Ancora una volta sotto pressione sono i bancari UBS (-0,80%), Credit Suisse (-2,31%) e Julius Bär (-0,76%). Le vendite del comparto finanziario interessano anche gli assicurativi Zurich (-1,06%), Swiss Life (-0,82%) e Swiss Re (-1,02%).

Male orientati sono pure i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-1,53%), Adecco (-1,32%), LafargeHolcim (-2,54%) - che soffre particolarmente per un cambiamento di raccomandazione di Goldman Sachs - e Geberit (-0,70%); quest'ultima società presenterà i conti giovedì. Nel segmento del lusso Richemont (+0,31%) si muove meglio di Swatch (-0,21%).

Non si distanzia molto dal listino generale Nestlé (-0,28%).

Nel mercato allargato Ascom (-0,93%) ha comunicato l'arrivo di un nuovo presidente della direzione generale.

sda-ats

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