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La borsa svizzera sta ampliando il suo movimento al ribasso: a due ore dalla chiusura l'indice dei valori guida SMI segnava 7941,57 punti, in flessione dell'1,43% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva l'1,46% a 8578,22 punti.

Il mercato si muove in sintonia con le altre piazze continentali, che tornano ad interrogarsi sulle conseguenze della Brexit e sulla solidità delle banche italiane. Il movimento è favorito anche dal calo del prezzo del petrolio.

Ormai tutte le blue chip si presentano negative. Il rosso è particolarmente marcato per Adecco (-4,03%), dopo un cambiamento di raccomandazione da parte di Morgan Stanley. Male orientati sono pure altri valori fortemente sensibili alla congiuntura quali ABB (-1,25%), Geberit (-1,34%) e LafargeHolcim (-1,87%): quest'ultima società avrebbe ricevuto offerte inferiori al previsto per la cessione di attività in India. Le vendite non risparmiano, nel segmento del lusso, Swatch (-2,50%) e Richemont (-2,63%).

La seduta si presenta per l'ennesima volta da dimenticare per i bancari Credit Suisse (-2,03%), UBS (-3,01%) - interessata da una richiesta di informazioni fiscali dalla Francia - e Julius Bär (-2,82%). Come spesso accade la stessa tendenza è ricalcata dagli assicurativi Zurich (-2,44%), Swiss Life (-2,89%) e Swiss Re (-2,19%). Non sfuggono alla corrente generale i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,85%), Novartis (-1,43%) e Roche (-1,13%).

Nel mercato allargato balzo di Von Roll (+10,34%) dopo la notizia di un taglio di 160 impieghi. Arretra per contro ancora EFG International (-6,16%), che oggi ha comunicato i nomi della futura dirigenza dopo la fusione con BSI.

sda-ats

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