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A quattro giorni dalla Brexit, i listini alla Borsa svizzera scontano ancora la decisione britannica di lasciare l'Ue, trascinati al ribasso dalle forti vendite sui bancari e i titoli ciclici.

In chiusura di contrattazioni, l'indice principale SPI ha ceduto l'1,97% a 7594,49 punti. L'indice completo SPI si è fermato a 8204,31 punti, in calo del 2,28%.

Alla Reuters, un operatore ha spiegato la giornata odierna con l'insicurezza che regna tra gli investitori riguardo l'evoluzione congiunturale e politica dell'Europa. "Nessuno sa che cosa accadrà", ha affermato un altro operatore, aggiungendo che gli investitori temono un lungo periodo di insicurezza durante il quale le aziende investiranno di meno.

Altri si sono mostrati più ottimisti, dichiarando che ci vorranno ancora un paio di giorni finché il polverone scatenato dalla Brexit si sarà placato. "Presto o tardi ci sarà un rimbalzo tecnico", hanno sostenuto.

Di fronte alla volatilità del mercato, gli investitori si sono rivolti ai titoli più resistenti alle bizze della congiuntura. Tuttavia, il movimento al ribasso ha eroso anche i guadagni messi a segno durante la mattinata. Roche ha terminato in flessione dello 0,04% a 240,90 franchi, Novartis dello 0,53% a 75,35 franchi e Nestlé dello 0,56% a 71,10 franchi.

Nuovo tonfo per i bancari, usciti strapazzati dalla giornata odierna. UBS ha ceduto l'8,09% a 12,50 franchi, Credit Suisse il 9,16% a 10,21 franchi e Julius Baer il 9,81% a 36,61 franchi. Male anche gli assicurativi, con Zurich in arretramento del 3,04% a 220,10 franchi, Swiss Re del 2,10% a 79,10 franchi e Swiss Life del 4,59% a 216,10 franchi.

Giornata no anche per i ciclici, con ABB in diminuzione del 3,93% a 18,83 franchi, LafargeHolcim del 7,25% a 36,86 franchi e Adecco del 10,30% a 47,45 franchi.

Seduta da dimenticare anche per il lusso, con Swatch in perdita del 3,61% a 269,70 franchi e Richemont del 4,72% a 53,50 franchi.

sda-ats

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