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La borsa svizzera ha chiuso con un minimo ribasso una seduta trascorsa quasi interamente in territorio negativo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8010,10 punti, giù dello 0,01% rispetto a ieri, e il listino globale SPI ha perso lo 0,05% a 8709,30 punti.

Gli operatori parlano di una fase di stabilizzazione, che segue il marcato arretramento di ieri (-1,43%). Oggi l'SMI è sceso sotto l'importante soglia psicologica degli 8000 punti, come non accadeva da un mese a questa parte, ma ha poi accelerato nel finale grazie all'andamento leggermente positivo di Wall Street.

La borsa americana, che in luglio aveva toccato nuovi record, ha vissuto ieri la settima seduta consecutiva in ribasso. "Sul mercato vi è parecchio scetticismo", ha commentato un operatore. Gli investitori sembrano interrogarsi sull'immediato futuro, chiedendosi se sia conclusa la fase dei rialzi.

Un lieve sostegno è giunto dal petrolio, il cui prezzo è apparso in lieve recupero dopo essere sceso all'inizio della settimana. I dati Adp sul mercato del lavoro americano, leggermente migliori del previsto, hanno per contro avuto scarso impatto.

Per quanto riguarda i singoli titoli sorvegliate speciali sono rimaste per tutta la giornata UBS (+0,64% a 12,63 franchi) e Credit Suisse (+0,86% a 10,55 franchi), crollate ieri del 6% sulla scia dei dubbi che stanno interessando l'intero comparto bancario europeo dopo gli stress test. Dietro ai due big del settore si è inserita Julius Bär (+0,15% a 39,40 franchi), che ieri era stata in parte risparmiata dalla bufera. Nel segmento assicurativo le vendite hanno interessato Swiss Re (-0,31% a 81,20 franchi) e Swiss Life (-0,60% a 216,80 franchi), mentre ha marciato sul posto Zurich (invariata a 228,90 franchi).

Hanno chiuso con accenti diversi i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,05% a 20,38 franchi), Adecco (+0,29% a 52,10 franchi), LafargeHolcim (+1,29% a 44,65 franchi) - che presenterà i suoi conti venerdì - e Geberit (-0,21% a 371,70 franchi). Nel settore del lusso con il passare delle ore si sono rinvigorite Swatch (+0,60% a 249,60 franchi) e Richemont (+0,89% a 56,90 franchi).

Il titolo che ha offerto la performance peggiore è stato Actelion (-1,26% a 164,70 franchi), dopo che la catena di farmacie americane CVS Health ha tolto dal suo programma il farmaco Opsumit, un punto di forza dell'azienda renana. Nello stesso comparto farmaceutico Novartis (+0,44% a 80,00 franchi) e Roche (-0,57% a 244,00 franchi) non hanno mostrato unanimità di vedute. Ha pesato sul listino Nestlé (-0,45% a 76,70 franchi).

Completano lo scacchiere delle blue chip Givaudan (-0,05% a 1990,00 franchi), SGS (-0,52% a 2116,00 franchi), Swisscom (+0,42% a 472,90 franchi) e Syngenta (+1,05% a 384,90 franchi).

Nel mercato allargato in evidenza Belimo (+6,67% a 3215,00 franchi), dopo la presentazione di risultati semestrali superiori alle attese. Nonostante l'avvertimento sugli utili lanciato in giugno, GAM (-13,27% a 9,02 franchi) ha sofferto dopo la pubblicazione delle sue cifre, in particolare per via dei deflussi nella gestione patrimoniale.

sda-ats

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