Borsa svizzera debole anche nel pomeriggio


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La borsa svizzera prosegue la seduta in territorio negativo con l'indice SMI dei titoli guida che a due ore dalla chiusura segna una flessione dello 0,37% a 8'431,93 punti, mentre l'indice complessivo SPI flette dello 0,30% a quota 9'234.72.

Al centro dell'attenzione vi è sempre Credit Suisse, che nel 2016 ha registrato una perdita netta di 2,44 miliardi di franchi, dopo il passivo di 2,94 miliardi subito l'anno precedente. Sui conti ha pesato la maxi multa americana per la vicenda dei subprime.

Il dato negativo era atteso, ma gli operatori hanno guardato alla performance al netto delle sanzioni e il titolo sta progredendo dell'1,83%. Anche il versamento di un dividendo invariato agli azionisti è stato giudicato positivamente. Tendenza opposta invece per UBS, che scivola dello 0,57%, e per Julius Bär, che lascia sul terreno lo 0,29%.

Sotto i riflettori pure il gruppo biotecnologico Actelion, in procinto di passare sotto il controllo dell'americana Johnson & Johnson (J&J), che lo scorso anno ha accresciuto l'utile del 26% al massimo storico di 696 milioni di franchi. Il fatturato è dal canto suo aumentato del 18% attestandosi anch'esso ad un livello record di 2,418 miliardi. Il titolo, fortemente progredito in concomitanza con l'annuncio del passaggio di proprietà, sta scendendo dello 0,37%.

Pesano sui listini i colossi difensivi: nel comparto dei farmaceutici Roche scende dello 0,96% e Novartis dello 0,46%. Non riesce a rimanere a galla nemmeno il gigante dell'alimentare Nestlé (-0,41%).

Sul mercato allargato si registra un forte balzo in avanti per Aryzta (+11,3%): il panificio industriale zurighese, che a gennaio ha lanciato un avvertimento sugli utili, ha annunciato stamane il siluramento del direttore generale Owen Killian. Con lui se ne andranno anche anche il responsabile delle finanze e il direttore per le Americhe.

SDA-ATS

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