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Dopo la seduta di ieri in rialzo tecnico, questa sera la borsa svizzera ha chiuso in rosso alla fine di un'intera giornata sotto la linea di demarcazione: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 7634,66 punti, in flessione dello 0,58% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI dal canto suo ha perso lo 0,69% a 8273,96 punti. Il mercato ha confermato il trend negativo delle ultime sedute, ad eccezione di ieri, sulla scia dei timori per una possibile uscita del Regno Unito dall'Unione europea (Ue).

Una serie di dati pubblicati negli Stati Uniti, tra cui l'evoluzione delle richieste di sussidi alla disoccupazione della scorsa settimana peggiore del previsto, non hanno avuto impatto alcuno sull'operato degli investitori.

Sul listino elvetico pesano in particolare i bancari. Nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria pubblicato a margine delle decisione sui tassi (immutati come previsto), la BNS afferma che UBS e Credit Suisse hanno migliorato negli ultimi dodici mesi la loro quota di fondi propri, ma non basta: i due maggiori istituti di credito devono prendere altre misure.

Ha sofferto particolarmente Credit Suisse con un calo dell'1,38% (a 11,45 franchi), mentre la concorrente UBS ha contenuto le perdite allo 0,44% (a 13,46 franchi). Julius Bär, a cui la BNS non fa riferimento, ha perso di più: -1,02% a 39,69 franchi.

Hanno registrato grosse perdite LafargeHolcim (-2,37% a 39,50 franchi), Givaudan (-1,41% a 1812,00 franchi), ABB (-1,27% a 19,43 franchi), Swatch (-1,23% a 282,20 franchi) nonché gli assicurativi Swiss Life (-1,53% a 224,70 franchi) e Swiss Re (-1,18% a 79,55 franchi).

Unica blue chip ad aver chiuso in positivo è l'agrochimica basilese Syngenta, senza che vi fossero indicazioni particolari (+0,18% a 386,10 franchi). Un altro gruppo renano, Novartis, ha chiuso in perfetta parità a 73,65 franchi.

sda-ats

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