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La Borsa svizzera recupera leggermente terreno ma rimane sotto la soglia della parità, con l'indice SMI dei titoli guida che in fine di mattinata segna una flessione dello 0,37% a 7'984,76 punti, mentre l'indice completo SPI arretra dello 0,35% a quota 8'565,35.

Sui mercati pesa il mancato accordo fra i produttori di greggio riuniti ieri a Doha, che costa al petrolio il peggior crollo degli ultimi due mesi.

L'instabilità dei mercati azionari è inoltre alimentata del terremoto verificatosi nel corso del fine settimana in Giappone: gli investitori asiatici guardano infatti preoccupati all'interruzione della produzione annunciata dalle aziende e al conseguente impatto dei danni sull'intero comparto assicurativo.

Sul fronte interno tutte le blue chip sono di segno negativo, ad eccezione di Swatch che a fatica rimane a galla (+0,06%), mentre la concorrente Richemont scivola all'indietro dell'1,01%.

Tra i bancari Julius Bär (-1,25%), fa peggio di Credit Suisse (-0,62%) e di Ubs (-0,39%). Trascinano i listini verso il basso pure i pesi massimi difensivi: il colosso dell'alimentare Nestlé cede lo 0,21%, così come Novartis, mentre Roche perde lo 0,28%.

Sul mercato allargato il titolo dell'aeroporto di Zurigo si mantiene sostanzialmente invariato (+0,06%). Il gestore dell'aeroscalo ha annunciato oggi la cessione della sua partecipazione in Bangalore International Airport, ritirandosi così completamente dal mercato indiano. OC Oerlikon, che ha operato acquisizioni in Germania, sta retrocedendo dello 0,72%.

sda-ats

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