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La Borsa svizzera rimane debole, con l'indice SMI dei titoli guida che a due ore dalla chiusura segna una flessione dello 0,45% a 7'978,22 punti, mentre l'indice completo SPI arretra dello 0,30% a quota 8'561,92.

Sui mercati continua a pesare il mancato accordo fra i produttori di greggio riuniti ieri a Doha, che costa al petrolio il peggior crollo degli ultimi due mesi. L'instabilità dei mercati azionari è inoltre alimentata del terremoto verificatosi nel corso del fine settimana in Giappone: gli investitori asiatici guardano infatti preoccupati all'interruzione della produzione annunciata dalle aziende e al conseguente impatto dei danni sull'intero comparto assicurativo.

Sul fronte interno gran parte delle blue chip sono di segno negativo. In controtendenza si profilano solo la società biotecnologica Actelion (+0,60%), Syngenta (+0,12%) e Novartis (+0,07%). Perde terreno invece la concorrente Roche (-0,24%), così come il colosso dell'alimentare Nestlé (-0,55%).

Tra i bancari Julius Bär (-1,20%), fa peggio di Ubs (-0,19%) e di Credit Suisse, che rimane sulle quotazioni di venerdì. Fermo al palo, sul mercato allargato, anche il titolo dell'aeroporto di Zurigo: stamane il gestore dell'aeroscalo ha annunciato la cessione della sua partecipazione in Bangalore International Airport, ritirandosi così completamente dal mercato indiano. OC Oerlikon, che ha operato acquisizioni in Germania, sta retrocedendo dell'1,85%.

sda-ats

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