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La borsa svizzera è scivolata nel pomeriggio in territorio negativo, con l'indice SMI dei titoli guida che verso le 15.30 segna 8'208,32 punti, in calo dello 0,14% rispetto a ieri. Anche l'indice complessivo SPI scende dello 0,14% a quota 8'944,77.

È quindi durato poco l'effetto rimbalzo dovuto al rialzo del greggio dopo la decisione dell'Opec di ridurne la produzione, fattore questo che aveva spinto verso l'alto le piazze finanziarie asiatiche. Gli esperti hanno fatto notare che l'estrazione dell'oro nero, anche con il nuovo regime, rimane molto elevata, per cui sarà molto difficile riportare il mercato in equilibrio. Un'incognita è inoltre rappresentata dai produttori non membri dell'Opec, come la Russia.

Sul fronte interno continua, ma ritmi più blandi, la corsa di LafargeHolcim (+0,85%), mentre gli altri titoli ciclici, più sensibili alle variazioni congiunturali, appaiono meno dinamici e sono tutti scesi sotto la soglia della parità.

Tra i pesi massimi difensivi l'andamento è discordante: il colosso dell'alimentare Nestlé sale dello 0,26%, mentre trascinano i listini verso il basso i farmaceutici Novartis (-0,51%) e Roche (-0,78%).

Senza una chiara direzione, dopo il rimbalzo di ieri, i bancari: UBS sta scendendo dello 0,31%, Julius Bär dello 0,15 % e solo Credit Suisse rimane saldamente a galla con un progresso del 2,10%. Stando all'agenzia Bloomberg, l'istituto bancario sarebbe in trattative con il Dipartimento di giustizia (DoJ) americano per trovare un accordo extragiudiziale che metta fine alla vertenza sui controversi affari ipotecari degli anni passati. L'intesa potrebbe arrivare nello spazio di alcune settimane.

Sul mercato allargato l'attenzione è puntata sullo specialista dell'industria fotovoltaica Meyer Burger: il gruppo con sede a Thun (BE) ha annunciato stamane una ristrutturazione che comporterà la soppressione di circa 250 posti di lavoro, pari al 16% del totale. Un terzo degli esuberi riguarda la Svizzera. Il titolo in borsa sta guadagnando lo 0,90%.

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SDA-ATS